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Rassegna Stampa - Genova


2 giugno 2013

AVVENIRE – Pagina speciale “Il Decalogo, rotta sicura nella crisi”

16 giugno 2013

AVVENIRE – Evento: Dieci Piazze per Dieci comandamenti

Sanremo. Evento: «Dieci piazze per dieci comandamenti»

Sabato 22 giugno i gruppi del Rinnovamento dello Spirito della nostra diocesi saranno impegnati in un servizio particolare: animeranno a Genova l'iniziativa "10 piazze per 10 comandamenti". In piazza Matteotti dalle 20,30 in poi dopo l'accoglienza con musiche e danze, vi sarà la lettura di brani celebri ispirati al comandamento che sarà presentato nel capoluogo ligure: "Non rubare". Il cardinale Angelo Bagnasco commenterà il precetto. Seguiranno le testimonianze che provengono dal mondo della cultura, della scienza, dell'economia, dello sport e dello spettacolo. Tra gli ospiti saranno presenti Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, l'economista Stefano Zamagni, l'imprenditore Francesco Averna e la cantante Tiziana Tosca. Il Papa invierà per l'occasione un video messaggio, così come mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. L'iniziativa è missionaria ed è rivolta soprattutto a coloro che sono lontani dalla fede. Sarà organizzato anche un servizio bus per raggiungere la meta. Per le iscrizioni è possibile contattare il numero 334/5713844

IL CITTADINO – “Non rubare” 7° Comandamento a piazza Matteotti

17 giugno 2013

SIR–“10 Piazze per 10 Comandamenti”: sabato 22 giugno la tappa a Genova

Arriva a Genova, sabato 22 giugno, l’iniziativa “10 Piazze per 10 Comandamenti”. La serata sarà dedicata al VII Comandamento: “Non rubare”. Sarà un momento di festa, di coinvolgimento popolare, di spettacolo e di testimonianza di fede al quale hanno già confermato la propria partecipazione volti noti della società civile, della musica, della cultura, dello spettacolo, del cinema, dell’associazionismo di scopo. Al centro della serata il tema del “non rubare”, inteso non solo come sottrazione di beni materiali inflitta ai danni dell’uomo, ma come privazione del suo tempo, della sua dignità, del suo futuro di giustizia e pace. Inoltre, in positivo, l’esaltazione del dare sull’avere, del dono sul possesso, della solidarietà e della generosità ordinaria di tanta gente che fa ancora grandi le nostre comunità e arricchisce di buone prassi il Paese nel tempo della crisi. Il programma della manifestazione sarà presentato domani, presso la Curia arcivescovile di Genova. Interverranno il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova; Giorgio Guerello, presidente del Consiglio comunale di Genova; Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo. “10 Piazze per 10 Comandamenti” è un progetto di RnS, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sotto l’egida della Cei.

IL CORRIERE MERCANTILE – I Dieci Comandamenti spiegati in piazza

I Dieci Comandamenti spiegati in piazza

IL CICLO Sabato sera alle 20,30 fa tappa a Matteotti l'evento nazionale promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo in occasione dell'Anno della Fede

Sul palco anche l'arcivescovo Angelo Bagnasco per discutere di "Non rubare" Ci sarà Enzo Bianchi Conduce Arianna Ciampoli

n piazza per parlare di spiritualità, Sacre Scritture e per discutere dei Dieci Comandamenti. Prende corpo "10 Piazze per 10 Comandamenti", un evento nazionale promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo, realizzato in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sotto l'egida della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione dell'Anno della Fede, indetto da Papa Benedetto XVI e ora proseguito da Papa Francesco. La manifestazione vuole essere un momento gioioso, di coinvolgimento popolare e di testimonianza di valori e ideali ispirati al Decalogo in un momento storico di smarrimento morale e spirituale e di disagio economico e sociale. Ritrovare il senso del vivere comune e la misura buona delle cose, alla luce dei Dieci Comandamenti - fondamento di tutte le legislazioni e le costituzioni democratiche vigenti - rappresenta in sé un atto d'amore e di responsabilità verso le nuove generazioni. Il tema generale assegnato all'iniziativa - "Quando l'Amore dà senso alla tua vita..." - esprime il desiderio che la dignità integrale e trascendente dell'uomo, osteggiata dal materialismo corrente, conosca nuove promozioni e più ampie espressioni, così che possano essere colmati i "deserti esteriori" della vita individuale, familiare e collettiva alla luce dei Dieci Comandamenti e del Comandamento nuovo dell'amore. A ogni grande piazza italiana è stato assegnato un Comandamento, e sabato prossimo l'appuntamento sarà a Genova, in piazza Matteotti alle ore 20,30, per il Comandamento "Non rubare". Sono previsti gli interventi di Stefano Zamagni, Enzo Bianchi, Francesco Averna, Andrea Giordana, Tosca e la band DieciperDieci. Diversi gli ospiti che saliranno sul palco, e che saranno introdotti dalla conduttrice Arianna Ciampoli: il presidente della Cei e arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello, il presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo Salvatore Martinez. Nel corso della serata, sarà trasmesso il video messaggio di Papa Francesco e di monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

LA REPUBBLICA – Genova, Non rubare in piazza con Bagnasco

A Napoli è toccato "Onora il padre e la madre", a Bari "Non commettere atti impuri", a Genova spetta "Non rubare". Sabato 22 giugno il settimo comandamento sarà il tema di una riflessione in piazza con il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei.

L'appuntamento è alle 20.30 in piazza Matteotti, il progetto si inserisce nel ciclo di conferenze "Dieci piazze per  dieci comandamenti" promosso dal movimento Rinnovamento nello Spirito Santo in occasione dell'Anno della fede, i dieci comandamenti diventano così spunto di una riflessione collettiva e pubblica sui temi che sono i valori fondanti della chiesa ma che allo stesso tempo coinvolgono anche i più alti principi dell'etica laica. Ecco perchè a parlare in piazza non ci sarà solo il cardinale, ma con lui si confronteranno sul tema il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello e il presidente nazionale del movimento Rinnovamento nello spirito Salvatore Martinez.

 

La serata si completerà con momenti di musica, cultura e danza, che vedranno la partecipazione tra l'altro della cantante Tosca e dell'attore Andrea Giordana. L'iniziativa è partita nei mesi scorsi a Roma, ha già toccato diverse città, ognuna con un comandamento da approfondire, e, sarà solo un caso, a Genova è toccato "Non rubare", mentre a Palermo toccherà "Non uccidere".

18 giugno 2013

ZENIT – “Non rubare”: non solo un divieto ma un invito alla generosità

10 Piazze per 10 Comandamenti fa tappa il 22 giugno 2013, dalle ore 20.30, a Genova, in piazza Matteotti, con il VII Comandamento “Non rubare”. Sarà un momento di festa, di coinvolgimento popolare, di riflessione, spettacolo e testimonianza di fede.

A Genova sarà proposta una “rilettura” in chiave creativa e propositiva del Comandamento “Non Rubare”, inteso non solo come sottrazione di beni materiali inflitta ai danni dell’uomo, ma come privazione del suo tempo, della sua dignità, del suo futuro di giustizia e pace.

Inoltre, in positivo, l’esaltazione del dare sull’avere, del dono sul possesso, della solidarietà e della generosità ordinaria di tanta gente che fa ancora grandi le nostre comunità e arricchisce di buone prassi – l’economia della gratuità e la giustizia restitutiva – il Paese nel tempo della crisi.

L’iniziativa genovese, dunque, avrà luogo “non per ‘protestare’, ma per ‘proporre’ stili di vita antichi e sempre nuovi, piattaforme valoriali comuni di socialità e di cittadinanza”, ha spiegato Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, durante la presentazione dell’evento.

Hanno già confermato la loro partecipazione nella piazza di Genova allo spettacolo condotto da Arianna Ciampoli, trasmesso in diretta su TV2000: il card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI e arcivescovo della diocesi di Genova; Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova; Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito; Stefano Zamagni, economista; Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose; Francesco Averna, noto imprenditore; Alfredo Mantovano, magistrato; Andrea Giordana, attore; Tosca, cantante e attrice; la band DieciperDieci RnS e altri ospiti e testimoni.

Papa Francesco ha registrato un video messaggio ad hoc a sostegno del progetto 10 Piazze per 10 Comandamenti (così come aveva già fatto Papa Benedetto XVI), che verrà proiettato a Genova nel corso della serata, unitamente al contributo del presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, mons. Rino Fisichella.

Dopo la tappa di Genova, l’iniziativa proseguirà da giugno a ottobre nelle piazze di Cagliari, Firenze, Palermo, Bologna, Torino.

ADNKRONOS–Crisi: Bagnasco, senza lavoro rischio suicidio sociale

"Senza lavoro ne' speranza si rischia il suicidio, non quello personale, spero, ma quello sociale". Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, alla presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamenti' che si svolgera' sabato sera in piazza Matteotti e sara' dedicata al Comandamento 'Non rubare'. Il furto nei confronti delle nuove generazioni "si identifica soprattutto con il tema del lavoro, perche' senza lavoro non c'e'progettualita' nella vita di un giovane, non c'e'possibilita' che si faccia una famiglia, ricchezza fondamentale". Secondo il cardinale, pero', la mancanza di lavoro "non e' l'unico modo per rubare il futuro ai giovani, o anche ai non giovani: un altro modo e' quello di non avere piu' speranza perche' anche quando c'e' il lavoro, c'e' la ricchezza, c'e' il benessere, non e' detto che sia superato l'egoismo" perche' "ci sono delle dinamiche piu' complesse che riguardano anche quel patrimonio interiore di valori, di senso del sacrificio, di voglia di donare il proprio amore per generare vita, che non fa parte strettamente del patrimonio economico e finanziario".

ADNKRONOS – Crisi: Bagnasco, contro furti per fame impiegare cibo inutilizzato

Quello dei furti per fame "e' un fenomeno nuovo per i nostri tempi ed e' qualcosa su cui riflettere. Mi pare, pero', che molti si interrogano su queste cose e di aver colto, pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione". Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, alla presentazione dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamenti' che si svolgera' sabato sera a Genova e sara' dedicata al Comandamento 'Non rubare'. Il presidente della Cei ha poi aggiunto che "per diversi motivi, anche di legge, lo spreco e' molto grande, grandissimo. Dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza, tutto questo -ha spiegato- puo' costituire un patrimonio sano da mettere in circolo: basta che ci sia la generosita' di molti nell'organizzazione di catene tempestive perche' questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo piu' chiaro. Credo -ha concluso - che sia questa la prima linea di affronto".

ADNKRONOS – Fisco: Bagnasco, se tutti pagassero tasse non esisterebbe debito pubblico ma pressione sia equa

"Basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe il debito pubblico" ma la pressione fiscale "sia equa, proporzionata alle diverse situazioni, ai diversi lavori ed introiti, perche' altrimenti si puo' incentivare il malaffare, la non assoluzione di un debito e l'evasione fiscale". Lo ha affermato il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, in occasione della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamenti'. "Certamente -ha precisato - chi ha di piu' deve dare di piu', e' un principio di equita'. Chi ha di piu' nel senso di guadagno e di possibilita' non dovrebbe aspettare la legge, dovremmo tutti ascoltare la nostra coscienza".

ADNKRONOS – Fisco: Bagnasco, se tutti pagassero tasse non esisterebbe debito pubblico

"Basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe il debito pubblico" ma la pressione fiscale "sia equa, proporzionata alle diverse situazioni, ai diversi lavori ed introiti, perche' altrimenti si puo' incentivare il malaffare, la non assoluzione di un debito e l'evasione fiscale". Lo ha affermato il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, in occasione della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamenti'. "Certamente -ha precisato - chi ha di piu' deve dare di piu', e' un principio di equita'. Chi ha di piu' nel senso di guadagno e di possibilita' non dovrebbe aspettare la legge, dovremmo tutti ascoltare la nostra coscienza".

AGI – Chiesa: sabato a Genova tappa “10 Piazze per 10 Comandamenti”

"Mi piace che per questo evento sia stata scelta una piazza, luogo simbolico della citta' come la Chiesa e' il luogo simbolico della vita cristiana" perche' "tra la Chiesa e la piazza non c'e' contrapposizione ma dialogo, c'e' rispettosa collaborazione. La fede c'entra con vita quotidiana, che ha il compito di interrogare e provocare la fede cristiana, perche' essa possa illuminare ogni ambito e situazione, dei singoli e della societa'". Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, nel corso della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamenti', organizzata dal Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia e patrocinata dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Envangelizzazione.

AGI – Chiesa: sabato a Genova tappa “10 Piazze per 10 Comandamenti” (2)

Il presidente del Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, ha sottolineato che l'obiettivo dell'evento e' "avvicinare i Comandamenti all'oggi e, soprattutto, alle nuove generazioni". Circa il Comandamento 'Non rubare', cui sara' dedicata la serata, Martinez ha aggiunto che "non vogliamo parlare solo della sottrazione di beni materiali ma anche della privazione del tempo, della dignita', del futuro e, in positivo, dell'esaltazione del dare sull'avere. La piazza, poi - ha aggiunto - e' spesso sinonimo di proteste: noi, invece, vogliamo proporre stili di vita e una piattaforme valoriali comuni per credenti e non credenti". Alla presentazione ha preso parte anche il presidente del Consiglio comunale genovese, Giorgio Guerello, che ha sottolineato "un'altra lettura del Comandamento 'non rubare': quando il governo, la cosa pubblica non viene amministrata nel modo migliore - ha concluso - si ruba qualcosa alla comunita'".(AGI) 

AGI – Fisco: Bagnasco, senza equità si incentiva evasione

"Bastebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe il debito pubblico" ma la pressione fiscale "sia equa, cioe' proporzionata alle diverse situazioni, ai diversi lavori e introiti, perche' altrimenti si puo' incentivare il malaffare o la non assoluzione di un debito, si puo' incentivare l'evasione fiscale". Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, a margine della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamenti' che si svolgera' sabato sera in piazza Matteotti e sara' dedicata al Comandamento 'Non rubare'.

AGI – Crisi: Bagnasco, contro furti per fame distribuire invenduto

La "prima linea" per affrontare il fenomeno "nuovo e grave" dell'aumento dei furti 'per fame' e' "l'organizzazione di catene tempestive perche' questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo piu' definitivo". Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, a margine della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamenti' che si svolgera' sabato sera in piazza Matteotti e sara' dedicata al Comandamento 'Non rubare'.

AGI – Crisi: Bagnasco, contro furti per fame distribuire invenduto (2)

Il porporato ha poi affermato che "e' un fenomeno nuovo per i nostri tempi e grave, su cui riflettere. Mi pare, pero', che molti si interrogano su queste cose e di aver colto, pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione". Il cardinale Bagnasco ha poi aggiunto che "per diversi motivi, anche di legge lo spreco e' molto grande, grandissimo. Dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza, tutto questo - ha spiegato - puo' costituire un patrimonio sano da mettere in circolo: basta che ci sia la generosita' di molti nell'organizzazione di catene tempestive perche' questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo piu' efficace. Credo - ha concluso - che sia questa la prima linea di affronto". 

AGI – Bagnasco, senza lavoro si rischia suicidio sociale

"Senza lavoro ne' speranza si rischia il suicidio, non quello personale, spero, ma quello sociale". Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, a margine della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamenti' che si svolgera' sabato sera in piazza Matteotti e sara' dedicata al Comandamento 'Non rubare'. Il furto nei confronti delle nuove generazioni "si identifica soprattutto con il tema del lavoro, perche' senza lavoro non c'e'progettualita' nella vita di un giovane, non c'e'possibilita' che si faccia una famiglia, ricchezza fondamentale".

ANSA – Bagnasco, se tutti pagassimo tasse nessun debito pubblico. Chi ha di più da di più senza aspettare la legge

''Basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe debito pubblico in Italia''. Lo ha detto il presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco. ''E' certamente un principio di equita' quello per cui chi ha di piu', nel senso di guadagno e possibilita', paghi di piu'. Non aspettiamo la legge, ascoltiamo la nostra coscienza''.

ANSA – Bagnasco, se tutti pagassimo tasse nessun debito pubblico (2)

Per il presidente della Cei ''pero' anche la pressione fiscale'' deve essere ''equa e proporzionata, altrimenti si puo' incentivare il malaffare e l'evasione fiscale''. Commentando il comandamento 'Non rubare' il cardinale ha affermato che ''basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe assolutamente il debito pubblico, tutto sarebbe risanato e quindi anche l'economia potrebbe avere piu' respiro e piu' agio per riprendersi e rilanciarsi''. Questo, ha sottolineato, ''e' un punto fermo che fa parte del comandamento della giustizia''. ''Pero' - ha proseguito il cardinale Angelo Bagnasco - bisogna fare anche alcune altre considerazioni e cioe' che i doveri siano anche proporzionati in rapporto ad una equita' delle diverse situazioni, dei diversi lavori ed introiti perche' altrimenti si puo' incentivare il malaffare o si puo' incentivare la non assoluzione di un debito, si puo' incentivare l'evasione fiscale''.

ANSA – Crisi: card. Bagnasco, senza lavoro si rischia suicidio sociale. Non rubare il futuro e la speranza alle nuove generazioni.

Senza lavoro ''si rischia il suicidio sociale''. Ad affermarlo il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco che ha presentato una iniziativa a Genova dedicata al comandamento 'Non rubare'. Il cardinale ha affermato che, senza lavoro, ''si rischia il suicidio non parlo di quello personale, spero, ma di quello sociale''.(SEGUE)

ANSA – Crisi: card. Bagnasco, senza lavoro si rischia suicidio sociale (2)

Tra i temi trattati, non solo i furti materiali, ma anche quelli immateriali come il furto della speranza per le nuove generazioni. Un furto, ha spiegato, che ''certamente si identifica soprattutto, ma non solo, con il tema del lavoro perche' senza lavoro non c'e'progettualita' nella vita di un giovane''. Ma la mancanza di lavoro, ha aggiunto, ''non e' l'unico modo per rubare il futuro ai giovani e ai non giovani. Un altro modo e' quello di non avere piu' speranza perche' anche quando ci sono lavoro e benessere, non e' detto che sia superato l'egoismo''.

ANSA – Bagnasco, furti per fame fenomeno nuovo, donare cibo invenduto

Per affrontare il fenomeno ''nuovo e grave'' dell'aumento dei furti 'per fame' e' fondamentale ''l'organizzazione di catene tempestive perche' questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo piu' definitivo''. Lo ha affermato l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. Per l'arcivescovo quello dei furti per fame, soprattutto nei supermercati, ''e' un fenomeno nuovo per i nostri tempi ed e' qualcosa su cui riflettere''. ''Mi pare, pero' - ha proseguito - che molti si interrogano su queste cose e di aver colto, pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione''. Inoltre, ha aggiunto ''per diversi motivi, anche di legge, lo spreco e' molto grande, grandissimo. Dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza: tutto questo - ha spiegato - puo' costituire un patrimonio sano da mettere in circolo. Basta che ci sia la generosita' di molti nell'organizzazione di catene tempestive perche' questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo piu'chiaro''.

ASCA – Crisi: Bagnasco, riflettere su fenomeno nuovo dei furti per fame

Per affrontare il fenomeno ''nuovo e grave'' dell'aumento dei furti ''per fame'' e' fondamentale ''l'organizzazione di catene tempestive perche' questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo piu' definitivo''. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, a margine della presentazione dell'iniziativa ''10 Piazze per 10 Comandamenti'' che si svolgera' sabato sera a Genova e sara' dedicata al comandamento ''Non rubare''. L'arcivescovo, riporta il Sir, ha aggiunto che quello dei furti per fame, soprattutto nei supermercati, ''e' un fenomeno nuovo per i nostri tempi ed e' qualcosa su cui riflettere''. ''Mi pare, pero' - ha proseguito - che molti si interrogano su queste cose'' cogliendo, ''pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione''. Il cardinale ha sottolineato come ''per diversi motivi, anche di legge, lo spreco e' molto grande, grandissimo. Dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza, tutto questo puo' costituire un patrimonio sano da mettere in circolo: basta che ci sia la generosita' di molti nell'organizzazione di catene tempestive. Credo che sia questa la prima linea di affronto''.

TMNEWS – Fisco/Bagnasco: senza equità si incentiva l’evasione

"Se tutti pagassimo giusto tasse non esisterebbe debito pubblico" . Per eliminare il debito pubblico "basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse", ma la pressione fiscale deve essere "equa, proporzionata alle diverse situazioni, ai diversi lavori ed introiti perché altrimenti si può incentivare il malaffare, la non assoluzione di un debito e l'evasione fiscale". Lo ha affermato il presidente della Cei e arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco a margine della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 comandamenti'. "Certamente - ha sottolineato il porporato - chi ha di più deve dare di più, è un principio di equità. Chi ha di più nel senso di guadagno e di possibilità - ha detto ancora Bagnasco - non dovrebbe aspettare la legge, dovremmo tutti ascoltare la nostra coscienza". Secondo il presidente della Cei, "basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe assolutamente il debito pubblico. Tutto - ha concluso - sarebbe risanato e quindi anche l'economia potrebbe avere più respiro e più agio per riprendersi e rilanciarsi".

TMNEWS – Crisi/Bagnasco: senza lavoro si rischia il suicidio sociale

*Crisi/ Bagnasco: Senza lavoro si rischia il suicidio sociale "Non c'è progettualità nella vita di un giovane". - Senza lavoro e senza speranza "si rischia il suicidio, non parlo di quello personale, spero, ma di quello sociale". Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco a margine della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 comandamenti'. "Senza lavoro - ha aggiunto il porporato - non c'è progettualità nella vita di un giovane", non c'è la possibilità "di farsi una famiglia che è la ricchezza fondamentale. Ma non è l'unico modo per rubare il futuro ai giovani o anche ai non giovani. Un altro modo - ha affermato Bagnasco - è quello di non avere più speranza perché anche quando c'è il lavoro, la ricchezza e il benessere non è detto che sia superato l'egoismo". "Il benessere - ha concluso - non significa il superamento dell'egoismo" perché "ci sono delle dinamiche più complesse che riguardano anche quel patrimonio interiore di valori, di senso del sacrificio, di voglia di donare il proprio amore per generare vita, che non fa parte strettamente del patrimonio economico e finanziario".

WALLSTREET ITALIA – Crisi/Bagnasco: senza lavoro si rischia il suicidio sociale

Senza lavoro e senza speranza "si rischia il suicidio, non parlo di quello personale, spero, ma di quello sociale". Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco a margine della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 comandamenti'. "Senza lavoro - ha aggiunto il porporato - non c'è progettualità nella vita di un giovane", non c'è la possibilità "di farsi una famiglia che è la ricchezza fondamentale. Ma non è l'unico modo per rubare il futuro ai giovani o anche ai non giovani. Un altro modo - ha affermato Bagnasco - è quello di non avere più speranza perché anche quando c'è il lavoro, la ricchezza e il benessere non è detto che sia superato l'egoismo". "Il benessere - ha concluso - non significa il superamento dell'egoismo" perché "ci sono delle dinamiche più complesse che riguardano anche quel patrimonio interiore di valori, di senso del sacrificio, di voglia di donare il proprio amore per generare vita, che non fa parte strettamente del patrimonio economico e finanziario".

WALLSTREET ITALIA – Crisi/Bagnasco: contro furti per fame redistribuire invenduto

La "prima linea" per affrontare il fenomeno "nuovo e grave" dell'aumento dei furti per fame è "l'organizzazione di catene tempestive perché questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo più definitivo". Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco a margine della presentazione dell'iniziativa '10 Piazze per 10 comandamenti' che si svolgerà sabato sera a Genova e sarà dedicata al Comandamento 'Non rubare'. Secondo Bagnasco, quello dei furti per fame "è un fenomeno nuovo per i nostri tempi ed è qualcosa su cui riflettere. Mi pare, però, che molti si interrogano su queste cose e di aver colto, pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione". Il presidente della Cei ha poi sottolineato che "per diversi motivi, anche di legge, lo spreco è molto grande, grandissimo. Dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza. Tutto questo - ha spiegato - può costituire un patrimonio sano da mettere in circolo: basta che ci sia la generosità di molti nell'organizzazione di catene tempestive perché questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo più chiaro. Credo - ha concluso il porporato - che sia questa la prima linea di affronto".

AVVENIRE.IT – Crisi/Bagnasco: senza lavoro si rischia il suicidio sociale

"Senza lavoro né speranza si rischia il suicidio, non quello personale, spero, ma quello sociale". Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, alla presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamentì che si svolgerà sabato sera in piazza Matteotti e sarà dedicata al comandamento 'Non rubare'.

Il furto nei confronti delle nuove generazioni "si identifica soprattutto con il tema del lavoro, perché senza lavoro non c'è progettualità nella vita di un giovane, non c'è possibilità che si faccia una famiglia, ricchezza fondamentale".

Secondo il cardinale, però, la mancanza di lavoro "non è l'unico modo per rubare il futuro ai giovani, o anche ai non giovani: un altro modo è quello di non avere più speranza perché anche quando c'è il lavoro, c'è la ricchezza, c'è il benessere, non è detto che sia superato l'egoismo" perché "ci sono delle dinamiche più complesse che riguardano anche quel patrimonio interiore di valori, di senso del sacrificio, di voglia di donare il proprio amore per generare vita, che non fa parte strettamente del patrimonio economico e finanziario".

PRIMOCANALE – Bagnasco: “Senza lavoro si rischia suicidio sociale”

Genova - Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, ha espresso oggi il suo pensiero sulla crisi attuale a margine della presentazione della tappa genovese dell'iniziativa '10 Piazze per 10 Comandamenti', che si svolgera' sabato sera in piazza Matteotti e sara' dedicata al Comandamento 'Non rubare'.

Il furto nei confronti delle nuove generazioni "si identifica soprattutto con il tema del lavoro, - continua Bagnasco -perche' senza lavoro non c'e'progettualita' nella vita di un giovane, non c'e'possibilita' che si faccia una famiglia, ricchezza fondamentale" .

L'arcivescovo affronta anche il fenomeno dell'aumento dei furti 'per fame': "E'un fenomeno nuovo per i nostri tempi ed è qualcosa su cui riflettere". "Mi pare, però - ha proseguito - che molti si interrogano su queste cose e di aver colto, pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione".

Per contrastare questo fenomeno, Bagnasco propone "l'organizzazione di catene tempestive perché questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo più definitivo".

"Per diversi motivi, anche di legge, lo spreco è molto grande, grandissimo. Dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza: tutto questo - ha aggiunto il presidente della Cei - può costituire un patrimonio sano da mettere in circolo".

Inoltre Bagnasco si sofferma sul tema delle tasse: "Basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe debito pubblico in Italia". E conclude: "E' certamente un principio di equità quello per cui chi ha di più, nel senso di guadagno e possibilità, paghi di più. Non aspettiamo la legge, ascoltiamo la nostra coscienza".

QUOTIDIANO.NET – Bagnasco: “Senza lavoro si rischia suicidio sociale”

Il cardinale Angelo Bagnasco, alla presentazione della tappa genovese dell’iniziativa ‘10 Piazze per 10 Comandamenti’ parla anche di tasse: "Bastebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe il debito pubblico"

Il Presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco

-  “Senza lavoro nè speranza si rischia il suicidio, non quello personale, spero, ma quello sociale”. Cosi’ il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, a margine della presentazione della tappa genovese dell’iniziativa ‘10 Piazze per 10 Comandamenti’ che si svolgerà sabato sera e sarà dedicata al Comandamento ‘Non rubare'. Il furto nei confronti delle nuove generazioni “si identifica soprattutto con il tema del lavoro, perchè senza lavoro non c’è progettualità nella vita di un giovane, non c’è possibilità che si faccia una famiglia, ricchezza fondamentale”.

Secondo Bagnasco, pero’, la mancanza di lavoro “non è l’unico modo per rubare il futuro ai giovani, o anche ai non giovani: un altro modo è quello di non avere piu’ speranza perchè anche quando c’è il lavoro, c’è la ricchezza, c’è il benessere, non è detto che sia superato l’egoismo” perchè “ci sono delle dinamiche piu’ complesse - ha spiegato - che riguardano anche quel patrimonio interiore di valori, di senso del sacrificio, di voglia di donare il proprio amore per generare vita, che - ha concluso - non fa parte strettamente del patrimonio economico e finanziario”.

TASSE, DEBITO, EVASIONE - “Bastebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe il debito pubblico” ma la pressione fiscale “sia equa, cioè proporzionata alle diverse situazioni, ai diversi lavori e introiti, perchè altrimenti si puo’ incentivare il malaffare o la non assoluzione di un debito, si puo’ incentivare l’evasione fiscale”. continua Bagnasco, presidente della Cei.

Sul tema dell’evasione fiscale, il porporato ha ribadito che “basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe assolutamente il debito pubblico, tutto sarebbe risanato e quindi anche l’economia potrebbe avere piu’ respiro e piu’ agio per riprendersi e rilanciarsi”.

FURTI PER FAME - Per affrontare il fenomeno "nuovo e grave" dell’aumento dei furti ‘per fame' è fondamentale "l’organizzazione di catene tempestive perchè questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo piu’ definitivo", dice Bagnasco.

Per l’arcivescovo quello dei furti per fame, soprattutto nei supermercati, "è un fenomeno nuovo per i nostri tempi ed è qualcosa su cui riflettere. Mi pare, pero’ - ha proseguito - che molti si interrogano su queste cose e di aver colto, pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione".

Inoltre, ha aggiunto "per diversi motivi, anche di legge, lo spreco è molto grande, grandissimo. Dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza: tutto questo - ha spiegato - puo’ costituire un patrimonio sano da mettere in circolo. Basta che ci sia la generosità di molti nell’organizzazione di catene tempestive perchè questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo piu’ chiaro".

VIVERE GENOVA – 10 Piazze per 10 Comandamenti il 22 giugno la tappa di Genova

10 piazze italiane per parlare in modo festoso dei 10 comandamenti, un percorso iniziato a Roma nel settembre 2012 e si concluderà a Torino il 5 settembre 2013. Il 22 giugno sarà la volta di Genova, con il tema-comandamento, “Non rubare”. In piazza Matteotti da dove sarà trasmesso un video messaggio di Papa Francesco anche diverse personalità come il Cardinale Angelo Bagnasco, Enzo Bianchi, Andrea Giordana e alcune band musicali.

Mauro Gaggero

Un evento nazionale promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo, un movimento ecclesiale sviluppatosi in Italia agli inizi degli anni ’70, espressione della grande corrente spirituale denominata “Rinnovamento Carismatico Cattolico” o più semplicemente “Rinnovamento”, nata alla chiusura del Concilio Vaticano II, in America.

Oggi il Rinnovamento è diffuso in 204 Paesi dei cinque continenti fra circa 100 milioni di cattolici e assume nelle varie nazioni stili, forme di vita e stati giuridici diversi fra loro. 10 piazze per 10 comandamenti è il titolo dell’iniziativa realizzata in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sotto l’egida della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione dell’Anno della Fede, indetto da Papa Benedetto XVI e ora proseguito da Papa Francesco.

Vuole essere un momento gioioso, di coinvolgimento popolare e di testimonianza di valori e ideali ispirati al Decalogo in un momento storico di smarrimento morale e spirituale e di disagio economico e sociale. Il tema generale assegnato all’iniziativa è “Quando l’Amore dà senso alla tua vita…” - esprime il desiderio che la dignità integrale e trascendente dell’uomo, osteggiata dal materialismo corrente, conosca nuove e più ampie promozioni.

10 Piazze per 10 Comandamenti fa tappa il 22 giugno 2013, dalle ore 20.30, a Genova, in piazza Matteotti, con il V Comandamento “Non rubare”. Sarà un momento di festa, di coinvolgimento popolare, di riflessione, spettacolo e testimonianza di fede. A Genova sarà proposta una “rilettura” in chiave creativa e propositiva del Comandamento “Non Rubare”, inteso non solo come sottrazione di beni materiali inflitta ai danni dell’uomo, ma come privazione del suo tempo, della sua dignità, del suo futuro di giustizia e pace. Inoltre, in positivo, l’esaltazione del dare sull’avere, del dono sul possesso, della solidarietà e della generosità ordinaria di tanta gente che fa ancora grandi le nostre comunità e arricchisce di buone prassi – l’economia della gratuità e la giustizia restitutiva – il Paese nel tempo della crisi.

Hanno già confermato la loro partecipazione nella piazza di Genova allo spettacolo condotto da Arianna Ciampoli, trasmesso in diretta su TV2000: il card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI e arcivescovo della diocesi di Genova; Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova; Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito; Stefano Zamagni, economista; Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose; Francesco Averna, noto imprenditore;Andrea Giordana, attore; Tosca, cantante e attrice; la band DieciperDieci RnS e altri ospiti e testimoni.

Papa Francesco ha registrato un apposito video messaggio a sostegno del progetto 10 Piazze per 10 Comandamenti (così come aveva già fatto Papa Benedetto XVI), che verrà proiettato a Genova nel corso della serata, unitamente al contributo del presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, mons. Rino Fisichella.

Dopo la tappa di Genova, l’iniziativa proseguirà da giugno a ottobre nelle piazze di Cagliari, Firenze, Palermo, Bologna, Torino una piazza per ogni comandamento.

TGR LIGURIA – Servizio conferenza stampa

PRIMOCANALE – Servizio conferenza stampa

TELENORD – Servizio conferenza stampa

TELEPACE – Intervista presidente Martinez

19 giugno 2013

AVVENIRE–“Economia risanata se pagassimo le tasse”

LA CHIESA E IL SOCIALE l'iniziativa Il presidente della Cei ha presentato la tappa di Genova dell'evento «Dieci piazze per Dieci Comandamenti», organizzato dal Rinnovamento nello Spirito Santo e in programma sabato

Il cardinale Bagnasco sui temi del settimo comandamento: i furti per fame, fenomeno nuovo per i nostri tempi su cui riflettere L'arcivescovo ha ammonito: «Non rubare il futuro e la speranza ai giovani» E sul lavoro: «Se manca si rischia il suicidio sociale»

Non rubare il futuro e la speranza ai giovani». Lo ha affermato ieri mattina il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, presentando la prossima tappa dell'iniziativa Dieci piazze per Dieci Comandamenti che si svolgerà sabato sera nel capoluogo ligure. Il settimo comandamento, è stato ricordato, si può declinare in vari modi. Da una parte, è cronaca di questi giorni l'aumento dei "furti per fame". «Un fenomeno nuovo per i nostri tempi, qualcosa su cui riflettere», ha detto ancora Bagnasco. Dall'altra parte, ci sono fenomeni difficili da debellare nel Paese, come l'evasione fiscale. «Basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe il debito pubblico, tutto sarebbe risanato e quindi anche l'economia potrebbe riprendersi e rilanciarsi» ha sottolineato il porporato. Ma ci sono anche anche altri modi per rubare: rubare il tempo alle persone, rubarne la dignità, il loro futuro e la speranza, soprattutto ai giovani. Il presidente del consiglio comunale di Genova Giorgio Guerello ha dichiarato infatti che «si può rubare ai giovani lo spirito di servizio politico». Alle nuove generazioni «si possono rubare le risorse del nostro pianeta e si può rubare il lavoro». E se manca il lavoro, ha rimarcato ancora il cardinale, «si rischia il suicidio sociale». Ma la mancanza di lavoro, ha detto ancora Bagnasco, «non è l'unico modo per rubare il futuro ai giovani. Un altro modo è togliere loro la speranza perché, anche quando c'è il lavoro, la ricchezza, il benessere, non è detto che sia superato l'egoismo», in quanto «ci sono dinamiche più complesse che riguardano anche quel patrimonio interiore di valori che non fa parte strettamente del patrimonio economico e finanziario». Il presidente del Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, ha definito l'iniziativa Dieci piazze per Dieci comandamenti un modo «per riavvicinare i comandamenti agli uomini del nostro tempo e in special modo alle nuove generazioni». L'ha definita un'occasione nella quale «Chiesa, stato e società civile cercano di dialogare insieme nelle piazze simbolo della nostra storia italiana». «Tra la Chiesa e la piazza - ha aggiunto Bagnasco - non vi è contrapposizione ma dialogo perché se la Chiesa non diventa piazza e la piazza non è portata nella Chiesa, allora la fede non dice nulla alla vita e la vita non provoca la fede. Portare Dio in una piazza - ha proseguito il porporato - è un fondamentale messaggio di come si deve parlare di Dio e di come la vita di tutti i giorni abbia il compito di interrogare e provocare la fede cristiana perché essa possa illuminare ogni ambito e situazione». Dieci piazze per dieci comandamenti è organizzata dal Rinnovamento nello Spirito in occasione del 40° anniversario ed è patrocinato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Sabato sera dopo un video messaggio di Papa Francesco e vari interventi tra cui quello dello stesso presidente dei vescovi italiani e di Enzo Bianchi, spazio allo spettacolo con Arianna Ciampoli, Andrea Giordana e la cantante Tosca.

IL SECOLO XIX–Bagnasco: senza lavoro rischio di suicidio sociale
L'ARCIVESCOVO: FURTI PER FAME? EVITARE GLI SPRECHI
BAGNASCO: «SENZA L AVORO RISCHIO DI SUICIDIO SOCIALE» p. 20 SERVE SPERANZA C'È CHI RUBA per fame. Ultimamente accade spesso. «Un fenomeno nuovo e grave per i nostri tempi riflette il cardinale Angelo Bagnasco - su cui soffermarsi a pensare. E mi pare che molti si interroghino su questo, ho colto, pur nella fermezza del principio di chi è chiamato a evitare o punire simili furti, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione». Per arginare il fenomeno in crescita dei furti per fame «è fondamentale - prosegue il presidente della Cei - organizzare catene tempestive di aiuto perché la fame non ammette troppi ritardi. Occorre fermare sempre di più lo spreco, dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza, tutto questo può costituire un patrimonio sano da mettere in circolo se c'è la generosità di molti per affrontare la piaga in attesa di risolverla in modo più chiaro». Bagnasco lo ha detto ieri, intervistato dai giornalisti, a conclusione della presentazione dell'evento di sabato prossimo a Genova. "Non rubare" dice il settimo comandamento. "Non rubare" risuonerà, declinato in mille modi, in piazza Matteotti a partire dalle 20.30. Uno dei pilastri della religione cristiana che è anche fondamento delle società di ogni tempo, farà riflettere credenti e no in occasione della tappa genovese di "10 piazze per 10 comandamenti". Si tratta di un progetto di Rinnovamento nello Spirito Santo e del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, varato sotto l'egida della Cei. La carovana di "10 piazze" è partita da Roma nel settembre 2012 con "Non nominare il nome di Dio invano, chiuderà il 5 ottobre a Torino con "Non avrai altro Dio all'infuori di me". A Genova arriva con "Non rubare". E se Salvatore Martinez, presidente di Rinnovamento nello spirito Santo, chiarisce che l'abbinamento di ciascun comandamento a una specifica città «va oltre i possibili TROPPI FURBETTI luoghi comuni e le troppo facili interpretazioni, anzi le vuole sfatare e rovesciare, e spiega che a Genova, «già capitale del triangolo industriale con Torino e Milano, saranno portate importanti testimonianze di persone che hanno interpretato il "non rubare" con forme inedite di solidarietà sociale», il cardinale Bagnasco ragiona anche sull'evasione fiscale come forma particolare di furto. «L'ho anche già detto - osserva - basterebbe che tutti pagassero il giusto e l'Italia non avrebbe debito pubblico, ed è certamente un principio di equità quello per cui chi ha di più nel senso di possibilità, paghi di più. Non aspettiamo la legge, ascoltiamo le nostre coscienze, però anche la pressione fiscale deve essere equa e proporzionata, altrimenti rischia di incentivare malaffare ed evasione sociale». C'è un'altra particolare e attualissima forma di furto: la mancanza di lavoro per i giovani, la sottrazione di futuro e speranza. «Senza lavoro dice il cardinale - si rischia il suicidio sociale, ma bisogna fare attenzione ad attribuire la mancanza di speranza dei giovani solo ed esclusivamente alla mancanza di occupazione. È importante avere possibilità di lavoro ma non basta a ridare speranza e fiducia nel futuro». «Quelle - per Bagnasco - non possono che nascere dai dieci comandamenti, massima sintesi della sapienza umana, pietra angolare delle comunità, valori fondanti dell'Europa, ma soprattutto sono generate dal carattere rivoluzionario del Vangelo». Il cardinale si richiama alle parole di domenica scorsa di Papa Francesco che ha definito il cristiano «un rivoluzionario». «Rivoluzionario nella grazia, s'intende - chiosa Bagnasco - e in due modi, nella testimonianza evangelica delle piccole cose quotidiane, nella vita delle parrocchie, dei gruppi e dei movimenti, e in alcuni momenti straordinari, ad esempio la Giornata della Gioventù di Rio, ad esempio l'incontro di sabato prossimo nella piazza della nostra amatissima diocesi, luogo simbolico della città così come la chiesa lo è dei cristiani, luogo di dialogo e non di contrapposizione».
SPERANZA NEL FUTURO Il lavoro è importante ma da solo non basta a ridare ai giovani speranza e fiducia nel futuro ANGELO BAGNASCO Arcivescovo di Genova
 
IL SECOLO XIX – Economisti, imprenditori e politici riflessioni in pubblico in piazza Matteotti
IL PROGRAMMA DELLA SERATA, ATTESE MIGLIAIA DI SPETTATORI
VOLTI NOTI Ci saranno Enzo Bianchi priore della comunità di Bose e l'attore Andrea Giordana con la cantante Tosca
A MILANO dieci giorni fa erano in diecimila in piazza per il comandamento "Ricordati di santificare le feste", a Bari, cinque giorni fa, in molte migliaia per ragionare su "Non commettere atti impuri". A Genova per "Non rubare" sabato prossimo porteranno il loro contributo di pensiero e di vita, a partire dalle 20.30, Stefano Zamagni, economista, Enzo Bianchi, priore delle Comunità di Bose, Francesco Averna, imprenditore. Andrea Giordana, notissimo attore di origine genovese, leggerà brani letterari sul tema furto e sul possibile riscatto di chi ha rubato, ad esempio alcune memorabili pagine dei "Miserabili" di Victor Hugo. La conduttrice Arianna Ciampoli, la cantante Tosca e la band "DieciperDieci" scandiranno in musica la riflessione, sarà trasmesso il videomessaggio di Papa Francesco a sostegno del progetto e incentrato sul tema dell'amore «che da senso alla vita».Interverranno il cardinale Angelo Bagnasco, SalvatoreMartinez, presidente di Rinnovamento nello Spirito Santo e, a nome del Comune e della società civile genovese, Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale, che ieri, durante la presentazione dell'evento, ha suggerito come spunto di riflessione l'importanza del "non rubare" «nel governo della cosa pubblica». «In politica - ha detto Guerello - rubare vuol dire aver perso lo spirito di servizio che invece deve essere il fondamento di chi fa politica». Ha definito il settimo, «il comandamento della giustizia sociale». Economisti, pensatori, imprenditori, politici. L'arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana. Tutti rifletteranno sul tema da diverse angolature. Ma sul palco saliranno anche cittadini comuni per portare la loro testimonianza. "Non rubare" per qualcuno ha significato dire no all'installazione di slot machine nel proprio locale, «per non impoverire ancora di più chi è già povero», per qualcun altro rifiutarsi di licenziare dei dipendenti, nonostante la crisi e la recessione. La serata, sostenuta dai contributi di Expo 2015 e Fondazione Carige, durerà circa due ore e sarà ripresa e trasmessa in diretta da Tv2000.
IL CORRIERE MERCANTILE– “Se tutti pagassimo le tasse nessun debito pubblico”
IL MONITO ❖L'intervento del cardinale Angelo Bagnasco sul recente aumento del fenomeno dei furti per fame
Il presidente della Cei: «Equità chi ha di più, paghi di più» «Tutti paghino le tasse» «Chi ha di più dia di più»
senza lavoro «si rischia il suicidio sociale». Sono parole forti quelle usate dal presidente della Cei, cardinale AngeloBagnasco durante la presentazione della manifestazione "Dieci piazze per Dieci comandamenti", che il 22 giugno alle 20,30 si terrà in piazza Metteotti con un'iniziativa dedicata al comandamento "Non rubare". Ed è proprio da questo precetto biblico che è partito l'intervento di Bagnasco. Il cardinale ha affermato che, senza lavoro, «si rischia il suicidio», ma poi ha aggiunto: «non quello personale, spero, ma quello sociale». Il numero uno della Conferenza episcopale italiana ha parlato anche del fenomeno «nuovo e grave» dell'aumento dei furti "per fame"; per affrontare questo grave problema, ha sottolineato Bagnasco, è fondamentale «l'organizzazione di catene tempestive perché questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo più definitivo». Per l'arcivescovo di Genova, infatti, rubare per sfarmarsi, soprattutto nei supermercati, «è un fenomeno nuovo per i nostri tempi ed è qualcosa su cui riflettere. Mi pare, però - ha proseguito il porporato - che molti si interroghino su queste cose e credo di aver colto, pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione». Inoltre, ha aggiunto il cardinale Bagnasco «per diversi motivi, anche di legge, lo spreco è molto grande, anzi grandissimo. Dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza: tutto questo - ha spiegato l'arcivescovo di Genova può costituire un patrimonio sano da mettere in circolo. Basta che ci sia la generosità di molti nell'organizzazione di catene tempestive perché questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo più chiaro». Tra i temi trattati nel corso dell'incontro organizzato ieri non c'erano però solo i furti materiali - e quindi questo nuovo terribile fenomeno emerso negli ultimi mesi - ma anche quelli immateriali, come il furto della speranza per le nuove generazioni. Un furto, ha spiegato ancora il presidente della Conferenza episcopali italiana, che «certamente si identifica soprattutto, ma non solo, con il tema del lavoro perché senza lavoro non c'è progettualità nella vita di un giovane». Ma la mancanza di un impiego ha aggiunto il cardinale Bagnasco «non è l'unico modo per rubare il futuro ai giovani e ai non giovani. Un altro modo è quello di non avere più speranza perché anche quando ci sono lavoro e benessere, non è detto che sia superato l'egoismo». Per il presidente della Cei «però anche la pressione fiscale» deve essere «equa e proporzionata, altrimenti si può incentivare il malaffare e l'evasione fiscale». E poi sempre commentando il comandamento "Non rubare" oggetto dell'incontro il cardinale ha affermato che «basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe assolutamente il debito pubblico, tutto sarebbe risanato e quindi anche l'economia potrebbe avere più respiro e più agio per riprendersi e rilanciarsi». Questo, ha sottolineato l'arcivescovo di Genova, «è un punto fermo che fa parte del comandamento della giustizia». «Però - ha proseguito e concluso il suo intervento il cardinale Angelo Bagnasco - bisogna fare anche alcune altre considerazioni e cioè che i doveri siano anche proporzionati in rapporto ad una equità delle diverse situazioni, dei diversi lavori ed introiti perché altrimenti si può incentivare il malaffare o si può incentivare la non assoluzione di un debito, si può incentivare l'evasione fiscale».
LA REPUBBLICA – Il Comandamento di Bagnasco “Non rubiamo lavoro e speranza”

Il comandamento di Bagnasco "Non rubiamo lavoro e speranza"

Il personaggio L'arcivescovo presenta "10 piazze per 10 comandamenti" in programma sabato sera a Matteotti

"La gente che commette furti per fame? È un fenomeno nuovo su cui tutti dobbiamo riflettere senza subito condannare"

«SENZA lavoro si rischia il suicidio.

Non quello personale ma il suicidio sociale».

E' l'avvertimento che arriva dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, intervenuto ieri mattina durante la presentazione della manifestazione "10 piazze per 10 comandamenti - Quando l'amore dà senso alla tua vita", in programma sabato sera in piazza Matteotti. Un'analisi a tutto tondo sulla drammatica situazione economica che colpisce i giovani, per la mancanza di un lavoro che non si trova, ma che ha conseguenze dirette su tutta la società come dimostra il preoccupante aumento di "furti per fame" che coinvolge le fasce più deboli che non riescono più ad arrivare alla fine del mese «E' un fenomeno nuovo per i nostri tempi ed è qualcosa su cui riflettere - ha sottolineato l'arcivescovo di Genova - Mi pare, però, che molti si interroghino su queste cose e di aver colto, pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione».

Una situazione strettamente legata allo spreco di cibo, non consumato, che ogni giorno finisce nei bidoni della spazzatura, su cui i singoli e le associazioni devono intervenire con un contributo concreto « Per diversi motivi, anche di legge, lo spreco è molto grande. Dai pasti caldi invenduti ogni giorno ai cibi in scadenza: tutto questo può costituire un patrimonio sano da mettere in circolo. Basta che ci sia la generosità di molti nell'organizzazione di catene tempestive perché questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo più chiaro», ha spiegato il presidente della Cei.

Ma la riflessione si è spostata anche sul settimo comandamento "Non rubare" che sarà il filo conduttore della manifestazione di sabato sera. Un momento di riflessione per riscoprire la piazza come luogo di aggregazione, di speranza dove si riunisce una città e non solo come luogo di contestazione. Il settimo comandamento delle" tavole della legge" verrà analizzato in chiave contemporanea, non legato esclusivamente all'aspetto materiale di rubare qualcosa all'altro, come ha sottolineato il cardinale Bagnasco: «Il furto nei confronti delle nuove generazioni si identifica soprattutto con il tema del lavoro, perché senza lavoro non c'è progettualità nella vita di un giovane, non c'è possibilità di costruire una famiglia che è la ricchezza fondamentale. Ma non è l'unico modo, un altro modo è non avere più speranza. Perché quando c'è lavoro e benessere non è detto che sia superato l'egoismo». Infine, un pensiero sull'equità sociale «Chi ha di più deve dare di più, non solo aspettando la legge ma ascoltando la propria coscienza».

22 giugno 2013

AVVENIRE – Nuova tappa di “10 Piazze per 10 Comandamenti”. Settimo: non rubare. Se ne discute stasera a Genova.

GENOVA. Settimo: «Non rubare». Questa sera a Genova farà tappa «10 Piazze per 10 Comandamenti» il progetto del Rinnovamento nello Spirito Santo realizzato in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sotto l'egida della CEI. «Sarà proposta una rilettura in chiave creativa e propositiva del Comandamento "Non Rubare", inteso non solo come sottrazione di beni materiali inflitta ai danni dell'uomo, ma come privazione del suo tempo, della sua dignità, del suo futuro di giustizia e pace» annunciano gli organizzatori. Numerose le personalità che si alterneranno sul palco per l'occasione, a cominciare dal cardinale Angelo Bagnasco arcivescovo di Genova e presidente della CEI. Lo spettacolo sarà condotto da Arianna Ciampoli e trasmesso in diretta su TV2000 a partire dalle ore 20.30. Oltre a Bagnasco sono previsti interventi di Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova; Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito; Roberto Arditti, direttore Relazioni istituzionali Expo 2015; Stefano Zamagni, economista; Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose; Alfredo Mantovano, magistrato; Francesco Averna, noto imprenditore; Andrea Giordana, attore; Tosca, cantante e attrice; la band DieciperDieci RnS insieme ad altri ospiti e testimoni. «Un momento di festa, di coinvolgimento popolare, di riflessione, spettacolo e testimonianza di fede» affermano ancora gli organizzatori del Rinnovamento nello Spirito. Un modo per veicolare il messaggio «dell'esaltazione del dare sull'avere, del dono sul possesso, della solidarietà e della generosità ordinaria di tanta gente che fa ancora grandi le nostre comunità e arricchisce di buone prassi - l'economia della gratuità e la giustizia restitutiva - il Paese nel tempo della crisi». Dopo la tappa nel capoluogo ligure, l'iniziativa proseguirà sabato prossimo a Cagliari e poi da settembre a Firenze, Palermo, Bologna, Torino.

AVVENIRE – Spettacoli/palinsesti

LA REPUBBLICA – Giorno & Notte

OGGI IN CITTÀ Note e sapori BRUNORI SAS Live alle 21 a Palazzo Tursi, via Garibaldi 9.

VENTAGLIO PARTY All'Estoril di Corso Italia 7 d, dalle 23 Ventaglio party e musica.

SOTTO I TETTI Nel locale di via Fillak 235 r, dalle 18 apericena a 6 euro e musica con Cinzia e Davide Arata.

BLACK PEARL Tributo ai Litfiba Da Erasmo a Voltri, in via Don Giovanni Verità 2 G r, dalle 22.

Iniziative BLU DI GENOVA Ultimo percorso guidato di "Cattedrale segreta", alle 15.30 alla Cattedrale di San Lorenzo. Partenza dal Museo Diocesano, via Tommaso Reggio.

NON RUBARE Il movimento Rinnovamento nello Spirito Santo, con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, rilegge i Comandamenti in otto piazze italiane. In piazza Matteotti, il cardinale Angelo Bagnasco, Enzo Bianchi, Stefano Zamagni, Francesco Averna e altre personalità si confronteranno su "Non rubare." SUQ Nella piazza delle Feste del Porto Antico quindicesima edizione del Suq Festival delle Culture, dalle 16.

Alle 17 l'Officina letteraria presenta letture di autori turchi. Ingresso libero.

MIGRANTI Alle 17 per "In fuga dalla mia terra" al Museoteatro della Commenda di Pré, incontro "Storie, contesti e dignità. Suggestioni. Interrogativi e applicativi minimali sulle questioni migranti", a cura di Pippo Costella, espertonello sviluppo di programma e strategie per la tutela dei diritti, il welfare e la protezione dell'infanzia.

MOTO D'EPOCA Primo raduno nazionale in piazza della Vittoria, ore 9-18. Sui palchi MEZZANOTA Spettacolo del duo acustico Chiara Jerì e Andrea Barsali a ingresso gratuito all'Emporio Viadelcampo29rosso (ore 17).

BENE COMUNE ALL'ORTICA Alle 21 il Teatro dell'Ortica presenta "C'era una volta il bene comune", un monologo di e con Mirco Bonomi.

Piazzale adiacente al Teatro dell'Ortica, via Allende (all'interno in caso di pioggia).

Mostre IL TEATRO DEI CARTELAMI Scenografie tra mistero e meraviglia, in mostra a Palazzo Ducale, appartamento del Doge: da martedì a domenica 10-19. Fino al 25 agosto.

LA MONTAGNA INCANTATA Opere di Iris Hutegger, Galleria Martini & Ronchetti, via Roma 9.

Martedì-sabato 16-19.30. Fino al 13 luglio. LUCE CHE RIMANE La Galleria degli Argenti a Villa del Principe (piazza del Principe 4) ospita la mostra di Carlo Firullo "Luce che Rimane". Fino al 5 luglio, orario 10-17.

GUIDO FIORATO Alla Galleria Arte in Porto (Marina Genova Aeroporto, via Pionieri ed Aviatori d'Italia) mostra di Guido Fiorato "Ceramiche, teatrini, collage". Fino al 21 settembre, da martedì a sabato, dalle 10.30 alle 13 e dalle 14 alle 19.

STANLEY KUBRICK "Stanley Kubrick Fotografo", a cura di Michel Draguet. Sottoporticato di Palazzo Ducale. Orario: martedìdomenica 10-19. GEISHE E SAMURAI "Esotismo e fotografia nel Giappone dell'800" a cura di Francesco Paolo Campione. Loggia degli Abati, Palazzo Ducale, martedì-domenica 10-19.

IL MARE COME METAFORA Al Galata Museo del Mare di Calata De Mari 1, personale di Francesca Galleri "Il mare come metafora". Ore 10-19. LE MACCHINE DI LEONARDO "Le incredibili macchine di Leonardo", mostra delle macchine funzionanti tratte dai codici di Leonardo da Vinci. Museo e Chiesa di Sant'Agostino, fino al 30 giugno.

Orario: martedì - venerdì 9-19, sabato e domenica 10-19.

BRAIN A "WOW! Genova Science Center" al Porto Antico, mostra scientifico interattiva "Brain - Il mondo in testa", che accompagnerà i visitatori all'interno del cervello umano.

Aperto martedì-venerdì 10-18, sabato e domenica 10-19.

GALATA Al Museo del Mare è possibile salire a bordo della Galea seicentesca, continuare la traversata dei migranti italiani e immergersi con il sommergibile Nazario Sauro.

Tutti i giorni ore 10-19.30 (ultimo ingresso 18).

PRIMOCANALE – Intervista al direttore artistico Luciana Leone

ANSA – Card. Bagnasco, società e Stato non devono rubare

Secondo Bagnasco ''il comandamento non rubare riguarda non soltanto il singolo ma anche la collettivita' e lo stato nel suo rapporto con i cittadini. Se ognuno deve essere rispettoso verso se stesso e gli altri, la societa' civile e lo Stato devono rispettare i singoli attraverso la giustizia che garantisce a ciascuno cio' di cui ha bisogno per vivere in modo responsabile e dignitoso''. Per il cardinale ''lo Stato e la societa' devono preoccuparsi di garantire a tutti l'onesto lavoro, l'adeguato salario, l'assolvimento dei patti a qualunque livello, l'accesso alla cultura, potersi fare una famiglia, avere futuro, la tutela e la cura della vita, sempre, appartengono al patrimonio dei diritti fondamentali di ogni persona'' solo cosi' ''una societa'e' giusta e quindi umana''

ANSA – Card. Bagnasco, società e Stato non devono rubare (2)

''La societa' e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia, garantendo a ciascuno la possibilita' di vivere con responsabilita' e dignita'''. Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova commentando il comandamento 'Non rubare' durante l'iniziativa Dieci piazze per 10 Comandamenti. 

ANSA – Chiesa: card. Bagnasco, “Non rubare” è rispetto persona umana ma società non rubi rispetto alle persone

''Ogni societa' e ogni persona sono particolarmente sensibili a questo comandamento, che e' quello dell'onesta' e del rispetto delle persone, nella propria dignita' come dei loro beni, sia nei confronti degli altri sia nei confronti della societa', ma anche al rovescio la societa' deve non rubare rispetto alle persone''. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, in occasione della tappa genovese dell'iniziativa Dieci piazze per Dieci Comandamenti organizzata dal Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e con la Conferenza Episcopale Italiana. A Genova il comandamento e' ''Non rubare''. Da Piazza Matteotti, sede dell'iniziativa, il cardinale ha affermato che ''tutti abbiamo bisogno di riflettere sui comandamenti del Signore che non sono soltanto oggetto di rivelazione ma sono anche la sintesi del buon senso e dell'esperienza migliore dell'umanita'''. Il porporato ha ricordato che ''il cuore del comandamento 'Non Rubare' e' il rispetto della persona'' e che ''non rubare e' un grande si' al rispetto per la dignita' di ogni persona''.

AGI – Chiesa: Bagnasco, spargere fango e sospetto è gravissimo

(AGI) - Genova, 22 giugno 13. - "Siamo ladri di noi stessi quando togliamo agli altri la stima e il buon nome, spargendo sospetto e fango. Quanto fango, quanto sospetto, quante calunnie, denigrazione si sparge, oggi, nel nostro mondo, su tutto e su tutti. E' un gravissimo rubare". Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, intervenuto questa sera all'iniziativa 'Dieci piazze per dieci Comandamenti' in corso in Piazza Matteotti, nel capoluogo ligure, e dedicato al settimo Comandamento 'Non rubare'. L'evento e' organizzato dal Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia, in occasione del 40esimo anniversario dalla nascita, ed e' patrocinato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. (Segue)

AGI – Chiesa: Bagnasco, spargere fango e sospetto è gravissimo (2)

Secondo il porporato, "noi siamo ladri di noi stessi quando isoliamo gli altri, privandoli di accoglienza e di aiuto: rinchiuderci e rintanarci di fronte al bisogno, alla mano tesa, al silenzio o all'invocazione di qualcuno e' derubare loro ma avvilire noi stessi. Non rispettiamo noi stessi, e siamo quindi ladri, quando non pensiamo che i beni materiali, anche se nostri, devono pero' tener conto sempre di tutti, specie di chi e' povero, debole o meno fortunato. Non posso spendere solo perche' ho la possibilita': questo e' un criterio insufficiente. Devo spendere sempre anche in rapporto al resto, agli coloro che mi sono a fianco, che hanno meno di me, perche' spreco - ha sottolineato - e' una forma di furto. Rubiamo a noi stessi - ha proseguito il presidente della Cei - quando non diamo il nostro contributo per costruire una societa'piu' giusta e piu' umana, quando ci ritiriamo, per paura, nel nostro piccolo mondo" perche' "privare gli altri della nostra presenza, del nostro contributo, del nostro cuore, e' derubare gli altri ed e' avvilire noi stessi. La comunita' - ha affermato il cardinale Bagnasco - cosi' diventa piu' povera, quando io mi ritiro e non partecipo. Ma anche noi diventiamo meschini, perche' ladri".

AGI – Chiesa: Bagnasco, Stato “ruba” se non garantisce dignità umana

"La societa' intera e lo Stato hanno il dovere di 'non rubare', assicurando la giustizia, garantendo a ciascuno di vivere con responsabilita' e dignita'. Una societa' e uno Stato insolventi vanno contro il settimo comandamento, contro il grande si' alla dignita' di ogni persona umana, che e' il volto di Dio, e vanno contro anche alla societa', che e' chiamata ad essre volto del Dio trinita' che e' comunione e amore". Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di genova, intervenuto questa sera all'iniziativa 'Dieci piazze per dieci Comandamenti' in corso in Piazza Matteotti, nel capoluogo ligure, e dedicato al settimo Comandamento 'Non rubare'.

AGI – Chiesa: Bagnasco, Stato “ruba” se non garantisce dignità umana (2)

L'evento e' organizzato dal Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia, in occasione del 40esimo anniversario dalla nascita, ed e' patrocinato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. "Il settimo comandamento - ha spiegato il presidente della Cei - riguarda anche la collettivita' e lo Stato in rapporto con i cittadini" perche' "i soggetti collettivi devono rispettare i singoli attraverso la giustizia, che garantisce a a ciascuno cio' di cui ha bisogno per vivere in modo responsabile e dignitoso. L'onesto lavoro, l'adeguato salario, l'assolvimento dei patti a qualunque livello, l'accesso alla cultura, il potersi fare famiglia, la tutela e cure dalla vita, sempre, appartengono al patrimonio dei diritti fondamentali di ogni persona, fanno parte - ha proseguito il cardinale Bagnasco - della giustizia che lo Stato e la societa' civile devono preoccuparsi di garantire a tutti e a ciascuno per essere una societa' giusta, quindi umana. Quando ci si dedica singolarmente, per gruppi, per lobby, o altro, ad attivita' speculative, all'usura, allo sfruttamento di questo splendido universo, non e' possibile - ha affermato il presidente della Cei - essere giusti e vivere il valore positivo del settimo Comandamento, che ci dice 'non rubare', non defraudare, rispetta la dignita' di ogni persona".

TMNEWS – Chiesa – A Genova sesta tappa di “10 Piazze per 10 Comandamenti”

A Genova sesta tappa di '10 Piazze per 10 Comandamenti' Stasera in piazza Matteotti rilettura comandamento 'Non rubare' - A Genova è tutto pronto per la sesta tappa di '10 Piazze per 10 Comandamenti', progetto promosso dall'associazione 'Rinnovamento nello Spirito Santo' in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sotto l'egida della Cei. Dalle 20 e 30 di stasera in piazza Matteotti sarà proposta una rilettura in chiave creativa e propositiva del Comandamento 'Non Rubare', "inteso -si legge in una nota- non solo come sottrazione di beni materiali ai danni dell'uomo ma come privazione del suo tempo, della sua dignità, del suo futuro di giustizia e di pace e, in positivo, come esaltazione del dare sull'avere, del dono sul possesso, della solidarietà e della generosità ordinaria di tanta gente che fa ancora grandi le nostre comunità e arricchisce di buone prassi il Paese nel tempo della crisi". Allo spettacolo, che sarà condotto da Arianna Ciampoli e trasmesso in diretta su TV2000, parteciperanno il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo del capoluogo ligure, Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova, Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, Roberto Arditti, direttore Relazioni istituzionali Expo 2015, Stefano Zamagni, economista, Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, Alfredo Mantovano, magistrato e Francesco Averna, noto imprenditore, oltre all'attore Andrea Giordana, alla cantante e attrice Tosca e alla band DieciperDieci RnS. Dopo la tappa di Genova, l'iniziativa proseguirà sabato prossimo a Cagliari e poi da settembre a Firenze, Palermo, Bologna e Torino.

PRIMOCANALE – Bagnasco: “Società e Stato non devono rubare: è il rispetto della persona”

Genova - "Ogni società e ogni persona sono particolarmente sensibili a questo comandamento, che è quello dell'onestà e del rispetto delle persone, nella propria dignità come dei loro beni, sia nei confronti degli altri sia nei confronti della società, ma anche al rovescio la società deve non rubare rispetto alle persone".

Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, in occasione dellatappa genovese dell'iniziativa Dieci piazze per Dieci Comandamenti organizzata dal Rinnovamento nello Spirito,in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e con la Conferenza Episcopale Italiana.

A Genova il comandamento è "Non rubare". Da Piazza Matteotti, sede dell'iniziativa, il cardinale ha affermato che "tutti abbiamo bisogno di riflettere sui comandamenti del Signore che non sono soltanto oggetto di rivelazione ma sono anche la sintesi del buon senso e dell'esperienza migliore dell'umanità". Il porporato ha ricordato che "il cuore del comandamento 'Non Rubare' è il rispetto della persona" e che "non rubare é un grande sì al rispetto per la dignità di ogni persona".

AVVENIRE.IT –“Non rubare”: imperativo

Una rilettura "a tutto tondo" del comandamento "Non rubare": è quella che si è svolta sabato sera a Genova nell'ambito dell'iniziativa «Dieci piazze per Dieci Comandamenti» organizzata dal Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e con la Conferenza Episcopale Italiana.

«Ogni società ed ogni persona è particolarmente sensibile a questo comandamento, a questo imperativo, che è quello della onestà e del rispetto delle persone, nella propria dignità come dei loro beni, sia nei confronti delle persone sia nei confronti della società, ma anche al rovescio la società deve non rubare rispetto alle persone». Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, Parlando nella centrale Piazza Matteotti, sulla quale si aprono il Palazzo Ducale, l'Arcivescovado e la Cattedrale di San Lorenzo, il cardinale ha ricordato che il settimo comandamento è quello che, forse più di altri, è condiviso sia dai credenti che dai non credenti. «Tutti abbiamo bisogno di riflettere sui comandamenti del Signore che non sono soltanto oggetto di rivelazione ma sono anche la sintesi del buon senso e dell'esperienza migliore dell'umanità» ha detto ancora il cardinale ricordando che «il cuore del comandamento 'Non Rubare' è il rispetto della persona umana» e che «non rubare è un grande sì al rispetto per la dignità di ogni persona umana».

Il settimo comandamento, è stato detto nel corso della serata, è un imperativo morale valido non solo per i credenti e i cristiani, ma per ogni uomo di buona volontà come è emerso anche dalla lettura delle pagine tratte dai pensieri di Albert Einstein, di Victor Hugo e di Alda Merini. «Il comandamento che a parole è il più accettato da tutti, fa parte dell’etica condivisa e forse è più insegnato nella trasmissione della morale di generazione in generazione, eppure è quello più facilmente trasgredito», ha affermato Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, che ha affidato il proprio pensiero a uno scritto in quanto, per motivi di salute, non ha potuto partecipare alla serata.

Il presidente del Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, ha sottolineato come «a Genova abbiamo voluto proporre una “rilettura” in chiave creativa e propositiva del Comandamento “Non Rubare”, inteso non solo come sottrazione di beni materiali inflitta ai danni dell’uomo, ma come privazione del suo tempo, della sua dignità, del suo futuro di giustizia e pace». Durante la serata, ha aggiunto Martinez, abbiamo voluto mettere «in positivo, l’esaltazione del dare sull’avere, del dono sul possesso, della solidarietà e della generosità ordinaria di tanta gente che fa ancora grandi le nostre comunità e arricchisce di buone prassi – l’economia della gratuità e la giustizia restitutiva – il Paese nel tempo della crisi».

Particolarmente significative le testimonianze che si sono avvicendate nel corso della serata. A cominciare da quella di Andrea che, per alcuni anni, ha gestito un bar in provincia di Savona. «A un certo punto ho scelto di togliere le slot machine dal locale: una scelta controcorrente per la società, ma fondamentale per me che avevo conosciuto Gesù». «Avevo sempre avuto le slot nel mio bar - ha aggiunto - fino a quando, nel mio percorso di crescita con Gesù, cominciai a essere sensibile alle difficoltà di giovani, adulti, pensionati, che nel mio bar perdevano grosse somme di denaro, arrivando alla disperazione. Vendevo morte e guadagnavo sulla sofferenza altrui. Questo era in contrasto con la mia vita in Cristo. Gesù non ci insegna a pensare solo a noi o a guadagnare sulla rovina altrui, ma ad amare gli altri come Lui ci ama».

Più tardi è stata la volta di Biagio che in carcere ha trovato la fede. La successiva testimonianza è stata di Abramo Sylla senegalese di Dakar, venuto in Europa dopo aveva trovato un buon lavoro fino a quando la sua dittà non è fallita per la crisi. Durante un periodo di lavoro in Calabria, a Rosarno, ha conosciuto un sacerdote e poi Salvatore Martinez. Da lì l'inizio di un lavoro come mediatore culturale in un centro che «non si sarebbe potuto aprire senza una figura che può favorire la convivenza di ragazzi cristiani e musulmani, che parlano diverse lingue e dialetti. Un lavoro delicato, difficile, che non dà riposo». «Quanto è difficile - ha aggiunto - essere un operatore di pace, ma quanto è bello vedere questo frutto della giustizia, in un mondo che non favorisce la riconciliazione e la fraternità».

Tra gli ospiti Stefano Zamagni economista, professore di economia presso l’Università di Bologna, Alfredo Mantovano, Magistrato e già sottosegretario al Ministero degli Interni, Francesco Averna, Imprenditore e proprietario dello storico marchio, Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova, Roberto Arditti, direttore Relazioni Istituzionali Expo 2015, sponsor della serata. La parte musicale è stata affidata a Tosca, cantante e attrice, ed alla band DieciperDieci del Rinnovamento nello Spirito. Le letture dei testi sono state curate dall'attore Andrea Giordana.

Durante la serata è stato trasmesso il video di Papa Francesco ed il messaggio di monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Lo spettacolo, trasmesso in diretta su TV2000, è stato condotta da Arianna Ciampoli.

TV2000 – Servizio tg2000 dalla piazza

23 giugno 2013

AVVENIRE –Non rubare vuol dire rispetto dell’uomo

SIR – “Non essere ladri di noi stessi”

“Non rubare vuol dire 'rispetta i beni degli altri' ed il primo e il più importante bene non sono le cose ma la dignità della persona. Questo è il bene più prezioso al quale gli altri beni, la casa, il lavoro, la proprietà, devono servire perché, quando non c'è il bene della propria dignità che viene calpestata, gli altri beni servono a poco”. Il cardinale Angelo Bagnasco, ha esordito con queste parole, ieri sera a Genova, in occasione dell'iniziativa “Dieci piazze per Dieci Comandamenti” il tour organizzato dal Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e la Cei. Parlando dal palco allestito in Piazza Matteotti, il cardinale ha spiegato che ognuno può essere ladro di sé stesso quando non rispetta la propria dignità con comportamenti non coerenti”.

Parole pesanti. Un intervento breve, dettato dai tempi della diretta televisiva, ma parole pesanti risuonate in una piazza attentissima e silenziosa che ha ascoltato l'invito del cardinale a “non essere ladri di noi stessi”. Ma come è possibile essere ladri di sé stessi? “Ad esempio, quando non presto attenzione all'altro, lo derubo della mia attenzione”. Ma, soprattutto, “siamo ladri di noi stessi quando togliamo agli altri la stima e il buon nome, spargendo il sospetto e il fango”. “Quanto fango, quanto sospetto, quante calunnie, denigrazioni, si spargono oggi nel nostro mondo, su tutto e su tutti. E' un gravissimo rubare” ha esclamato ancora il cardinale. Ma siamo ladri di noi stessi “quando isoliamo gli altri privandoli di accoglienza e di aiuto” e “quando non pensiamo che i beni materiali, anche se nostri, devono però tener conto sempre di tutti, specie di chi è povero, debole e meno fortunato”.

Noi, la società e lo Stato. “Rubiamo noi stessi, la nostra dignità - ha detto ancora il porporato - quando non diamo il nostro contributo per costruire una società più giusta e umana”. Ma, ha sottolineato il cardinale “il comandamento riguarda anche la collettività e lo Stato nel suo rapporto con i cittadini”. Infatti, “anche i soggetti collettivi devono rispettare i singoli attraverso la giustizia che garantisce a ciascuno ciò di cui ha bisogno per vivere in modo responsabile e dignitoso”. Per questo “la società intera e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia, ossia garantire a ciascuno la possibilità di vivere con responsabilità e dignità. L'onesto lavoro, l'adeguato salario, l'assolvimento dei patti a qualunque livello, l'accesso alla cultura, potersi fare una famiglia, avere futuro, la tutela e la cura della vita, sempre, appartengono al patrimonio dei diritti fondamentali di ogni persona, fanno parte della giustizia, che lo Stato e la società civile devono preoccuparsi di garantire a tutti e a ciascuno per essere una società giusta e quindi umana”. Prima dell'inizio il cardinale aveva spiegato ai cronisti che “i comandamenti del Signore non sono soltanto oggetto di rivelazione ma sono anche la sintesi del buon senso e dell'esperienza migliore dell'umanità”.

Una rilettura creativa. Il presidente del Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, ha affermato che “a Genova abbiamo voluto proporre una ‘rilettura’ in chiave creativa e propositiva del Comandamento ‘Non Rubare’, inteso non solo come sottrazione di beni materiali, ma come privazione del suo tempo, della sua dignità, del suo futuro di giustizia e pace”. La conduttrice, Arianna Ciampoli, ha presentato e dialogato con gli ospiti: Stefano Zamagni docente di economia presso l’Università di Bologna, Alfredo Mantovano, Magistrato e già sottosegretario al Ministero degli Interni, Francesco Averna, Imprenditore, Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova, Roberto Arditti, direttore Relazioni Istituzionali Expo 2015. Le parti musicali sono state curate da Tosca, cantante e attrice, e dalla band DieciperDieci del Rinnovamento nello Spirito. Le letture dei testi sono state curate dall'attore Andrea Giordana.

IL SECOLO XIX – Bagnasco: “Settimo non rubare anche lo stato insolvente viola quel Comandamento”

A GENOVA E IN ALTRE 9 CITTÀ LA SERATA DEDICATA AI PRECETTI

BAGNASCO: «SETTIMO NON RUBARE ANCHE LO STATO INSOLVENTE VIOLA QUEL COMANDAMENTO » VIANI >> 19 «ANCHE uno Stato insolvente va contro il settimo comandamento, "Non rubare". E lo Stato ha il dovere di assicurare la giustizia, il lavoro, un adeguato salario, ha il dovere di assolvere i patti e consentire l'accesso alla cultura». Il cardinale Angelo Bagnasco chiude così il suo intervento in piazza Matteotti, davanti a una platea che ha preferito la chiamata del movimento cattolico "Rinnovamento nello Spirito" al fascino sportivo di Italia-Brasile. A Palermo era toccato "Non uccidere", quinto comandamento. A Genova è andata un po' meglio, è abbinata all settimo: l' ammonimento a non farsi tentare dal fascino del denaro. Ma non solo. «Il furto peggiore è rubare la dignità a se stessi scandisce il cardinale - e quando diciamo a qualcuno: non mi interessi, noi gli rubiamo l'attenzione dovuta e perdiamo la nostra dignità». I dieci comandamenti, declinati dal Rinnovamento (in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e sotto l'egida solenne della Cei) sono arrivati ieri sera in piazza Matteotti davanti alla curia del presidente dei vescovi italiani. La diretta televisiva su Tv Sat 2000 parte alle 20.30. E mezz'ora prima del calcio di inizio di ItaliaBrasile prendono il volo i palloncini bianchi che sono il segno d'inizio della manifestazione. La concorrenza tra le fedi (cattolica e calcistica) è evidente, il cardinale sorride alla domanda impertinente: si ruba anche nello sport? «Si ruba in ogni ambito, non si rubano solo le cose materiali». E il gol in fuorigioco (seppur leggero) di Dante che chiude il primo tempo della partita è il sigillo delle parole del porporato. Dopo Roma, Napoli e Verona lo scorso settembre (con videomessaggio di papa Ratzinger), la maratona è ripartita da Milano l'8 giugno con un nuovo Papa e oltre 10.000 persone in piazza per affrontare il precetto "Ricordati di santificare le feste". Poi ha fatto tappa a Bari una settimana fa con il sesto comandamento "Non commettere atti impuri" . Ieri, la tappa genovese. «Non rubare non significa solo appropriarsi delle cose che non ci appartengono - dice don Nicolò Anselmi, responsabile dell'Ufficio diocesano per i giovani, lo sport e l'educazione, a margine dell'incontro - ai giovani si ruba troppo spesso lo spazio per esprimere la loro identità, dobbiamo ridare loro la possibilità di crescere e maturare liberamente». Racconta il presidente nazionale del Rinnovamento, Salvatore Martinez: «Abbiamo deciso di riproporre i Dieci Comandamenti oltre il puro significato letterale dei testi, così da avvicinarli agli uomini del nostro tempo e alle nuove generazioni, ai loro problemi e alle loro legittime attese. A Genova proponiamo una rilettura creativa del Comandamento "Non Rubare", inteso anche come privazione ai danni dell'uomo del suo tempo, della sua dignità, del suo futuro di giustizia e pace». viani@ilsecoloxix.it © RIPRODUZIONE RISERVATA A distanza di un anno dall'inizio della kermesse itinerante di fede e spettacolo, partita da Roma con la benedizione papale e l'imprimatur della Cei, molte cose sono cambiate. Il videomessaggio solenne di Benedetto XVI è stato sostituito da quello di Papa Francesco che ha deciso di proseguire l'iniziativa e lo fa a modo suo, con l'ormai inconfondibile "buona sera" e l'atteggiamento dimesso che è la sua caratteristica e la sua forza. Per ribaltare i "no" delle tavole della legge e presentarle come un passaporto per una vita libera. «La parola "comandamento" non è di moda, all'uomo d'oggi richiama qualcosa di negativo, la volontà di qualcuno che impone limiti e mette ostacoli alla vita - dice il Papa nel suo messaggio trasmesso sul maxischermo in piazza Matteotti - ma i dieci comandamenti indicano una strada di libertà, che trova pienezza nella legge dello Spirito scritta non su tavole di pietra, ma nel cuore. Non dobbiamo vedere i Dieci Comandamenti come limitazioni, ma indicazioni per la libertà». Per Papa Francesco, i dieci comandamenti sono «un inno all'amore» perché «La vera libertà non è seguire il nostro egoismo, le nostre cieche passioni, ma è quella di amare e scegliere ciò che è bene in ogni situazione». La serata è fede e mondanità, la politica cittadina è rappresentata dal presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello, c'è lo sponsor laico (Expo Milano 2015), la presentatrice Rai Arianna Ciampoli, Andrea Giordana che insieme alla cantante Tosca è il nome di richiamo. È la legge dello spettacolo: l'audience televisiva conta. E rubare qualche punto di share allo strapotere del calcio non è peccato.

IL FUTURO È LORO Il nuovo peccato? Sottrarre ai giovani la possibilità di esprimersi DON NICOLÒ ANSELMI sacerdote VALORI ANTICHI "Non rubare" significa essere onesti, e c'è bisogno di onestà oggi più che mai VINCENZO FILOCAMO pensionato LA GIOIA IN MUSICA Ai giovani si può rubare anche la speranza, noi cantiamo la gioia KATIA GAMBARO cantante IL BELLO SUL PALCO Sono cattolica, ma sono qui soprattutto per Andrea Giordana ANTONIETTA VACCA casalinga

IL SECOLO XIX.IT

«Ogni società e ogni persona sono particolarmente sensibili a questo comandamento, che è quello dell’onestà e del rispetto delle persone, nella propria dignità come dei loro beni, sia nei confronti degli altri sia nei confronti della società, ma anche al rovescio la società deve non rubare rispetto alle persone». Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, in occasione della tappa genovese dell’iniziativa Dieci piazze per Dieci Comandamenti organizzata dal Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e con la Conferenza Episcopale Italiana. A Genova il comandamento è «Non rubare».

Da Piazza Matteotti, sede dell’iniziativa, il cardinaleha affermato che «tutti abbiamo bisogno di riflettere suicomandamenti del Signore che non sono soltanto oggetto di rivelazione ma sono anche la sintesi del buon senso e dell’esperienza migliore dell’umanità».

Il porporato ha ricordato che «il cuore del comandamento “non rubare” è il rispetto della persona» e che «non rubare è un grande sì al rispetto per la dignità di ogni persona».

«La società e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia, garantendo a ciascuno la possibilità di vivere con responsabilità e dignità», ha aggiunto il cardinale. «Il comandamento non rubare riguarda non soltanto il singolo ma anche la collettività e lo Stato nel suo rapporto con i cittadini. Se ognuno deve essere rispettoso verso se stesso e gli altri, la società civile e lo Stato devono rispettare i singoli attraverso la giustizia che garantisce a ciascuno ciò di cui ha bisogno per vivere in modo responsabile e dignitoso».

Per il cardinale «lo Stato e la società devono preoccuparsi di garantire a tutti l’onesto lavoro, l’adeguato salario, l’assolvimento dei patti a qualunque livello, l’accesso alla cultura, potersi fare una famiglia, avere futuro, la tutela e la cura della vita, sempre, appartengono al patrimonio dei diritti fondamentali di ogni persona» solo così «una società è giusta e quindi umana».

IL SECOLO XIX – Bagnasco: “Non rubare: rispetto per le persone” (servizio video)

IL CORRIERE MERCANTILE – Bagnasco in piazza “Società e Stato hanno il dovere di non rubare”

I DIECI COMANDAMENTI Folla ieri a Matteotti

«Serve per tutti un salario adeguato» Giustizia dignità lavoro Bambini e palloncini bianchi

o Stato non deve rubare, ma garantire ai suoi cittadini un salario adeguato». Ma anche «onestà di lavoro, accesso alla cultura e un futuro» per i giovani: solo così «una società è giusta e quindi umana». E ancora: la società e lo Stato hanno il dovere di assicurare la giustizia, garantendo a ciascuno la possibilità di vivere con responsabilità e dignità, perché uno Stato insolvente va contro il settimo comandamento». Il cardinale Angelo Bagnasco è tornato a parlare dei temi del sociale, del lavoro, dei giovani, della dignità e della crisi in occasione della tappa genovese dell'iniziativa "Dieci piazze per Dieci Comandamenti" che si è tenuta ieri sera in piazza Matteotti e organizzata dal Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e con la Conferenza Episcopale Italiana. Il comandamento prescelto era proprio "Non rubare", nella più ampia accezione del termine. E quindi non solo prendendo in esame il furto materiale vero e proprio, ma anche l'amore per il prossimo, perché «non rubare è un grande sì al rispetto della dignità» degli altri. «Questo comandamento - ha precisato Bagnasco - riguarda non soltanto il singolo ma anche la collettività e lo Stato nel suo rapporto con i cittadini. Se ognuno deve essere rispettoso verso se stesso e gli altri, la società civile e lo Stato devono rispettare i singoli attraverso la giustizia che garantisce a ciascuno ciò di cui ha bisogno per vivere in modo responsabile e dignitoso». «Ogni società e ogni persona - ha continuato il presidente della Cei - sono particolarmente sensibili a questo comandamento, che è quello dell'onestà e del rispetto delle persone, nella propria dignità come dei loro beni. Tutti abbiamo bisogno di riflettere sui comandamenti del Signore che non sono soltanto oggetto di rivelazione, ma sono anche la sintesi del buon senso e dell'esperienza migliore dell'umanità». Parole lette davanti a una piazza colorata, ma ordinata e silenziosa nell'ascoltare il discorso del cardinale. Eppure, ieri, a Matteotti non c'era mica poca gente. Anzi, le sedie sistemate davanti al palco di fronte a Palazzo Ducale, erano tutte piene di anziani, sacerdoti, suore, ragazzi e ragazze, famiglie e bambini con grandi palloncini bianchi fra le mani. Tutt'intorno la gente cominciava ad avvicinarsi, prima incuriosita e poi interessata. Non tutti rimanevano. Ma in tanti hanno deciso di seguire l'iniziativa. E così piazza Matteotti a un certo punto era piena, rubata per qualche ora alla movida, e riempita di musica e parole (il video-messaggio di Papa Francesco, l'intervento del magistrato Alfredo Mantovano e la lettera di Enzo Bianchi che all'ultimo momento ha dovuto dare forfait per problemi di salute). A cantare, sul palco genovese, si sono alternati Tosca, che dopo il discorso di Bagnasco ha intonato "Povera patria" di Battiato - una scelta azzeccata viste le parole pronunciate dal cardinale - e il gruppo Dieciperdieci Band.

VATICAN INSIDER – “La Chiesa non deve sostituire lo Stato nel Welfare”

Se sabato sera al “10 Piazze per 10 Comandamenti” il cardinale Angelo Bagnasco, trattando del settimo comandamento “Non rubare”, in occasione della tappa genovese dell’iniziativa Dieci piazze per Dieci Comandamenti organizzata dal Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e con la Conferenza  Episcopale Italiana, ha ricordato che "la società intera e lo Stato hanno il dovere di non rubare, assicurando la giustizia" questa mattina dal Santuario della Madonna della Guardia in occasione del pellegrinaggio degli operatori della carità il presidente della Cei ha voluto precisare il ruolo della Chiesa, spiegando che questa "non deve sostituire lo Stato nel welfare e nelle diverse realtà sociali" perché "non è questo il suo compito".

Dal tema del comandamento “della giustizia sociale” e che più di tutti accomuni credenti e laici, fino alla carità che soprattutto in questa lunga crisi sta “picchiando” anche lè dove fino a poco tempo af era impensabile che ci fosse bisogno,l'arcivescovo di Genova ha voluto stabilire bene la divisione dei ruoli, con la Chiesa a fare pressione sul potere civile perché questo compia il suo compito mettendo sempre al primo posto la dignità della persona umana.

 

"Il compito della Chiesa – ha ammonito - è testimoniare la fede come amore di Dio, e stare vicino a tutte le persone, in particolare ai poveri, ai più deboli e ai più fragili" perché la vicinanza della chiesa ai poveri "non vuol dire sostituire lo Stato ma vuol dire stare accanto alla gente".

Piuttosto, ha aggiunto, "si spera che la vicinanza della Chiesa alla gente sia anche uno stimolo per lo Stato ad organizzarsi meglio nel proprio interno". "Si garantisce la giustizia assicurando un onesto lavoro, un adeguato compenso, l’assolvimento dei patti a tutti i livelli, l’accesso alla cultura, il potersi fare una famiglia» era stato il forte monito da Piazza Matteotti, ricordando che se «non dobbiamo essere ladri di noi stessi», non rubare la dignità umana" ma allo stesso modo il dovere di non rubare sta in capo "all’intera società che è insolvente".

Questa mattina, invece, nell'omelia ha voluto ricordare che "Il bisogno di carità c'è sempre stato ma adesso è in fasce sempre più larghe e preoccupanti" quindi rivolto ai tanti volontari presenti ha sottolineato che "c'è molto bisogno di volontariato" ma chi lo pratica non deve scoraggiarsi "perché i problemi sono più grandi di noi. Spargete il seme multiforme della carità anche se i risultati non sempre li potete vedere; anche se a volte vi sembra che tutto rimanga come prima non temete. Non si scoraggi il vostro cuore perché seminare il bene non è mai inutile ed inefficace. I solchi di ogni uomo sono misteriosi e solo Dio li conosce. A noi il lavoro, a Dio il frutto".

Al termine della messa, Bagnasco ha speso ancora parole sulla crisi e sulla carità anche come dimensione pedagogica e formativa: "Il servizio è sempre più crescente e richiederebbe più energie, più risorse e più fantasia" ha detto, aggiungendo infine una sollecitazione al mondo giovanile "perché l'esperienza del servizio è fortemente educativa – è stato il suo ammonimento – e questa vale per tutti, ancora di più per i giovani che devono prepararsi alla vita nel modo più realistico e concreto possibile" imparando "che la vita non è una passeggiata trionfale per nessuno".

LA REPUBBLICA – “Stato e società non rubino”

«LA SOCIETÀ intera e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia. E si garantisce la giustizia assicurando un onesto lavoro, un adeguato compenso, l'assolvimento dei patti a tutti i livelli, l'accesso alla cultura, il potersi fare una famiglia». Sono le parole forti del cardinale Angelo Bagnasco, che ha parlato ieri sera in piazza Matteotti in occasione della manifestazione «Dieci piazze per dieci comandamenti». A Genova è toccato «non rubare», e Bagnasco ha detto che innanzi tutto «non dobbiamo essere ladri di noi stessi», non rubare la dignità umana, ma allo stesso modo il dovere di non rubare sta in capo «all'intera società che è insolvente», Prima aveva parlato anche il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello, invitando a «non rubare ai giovani la speranza del futuro».

GENOVA 24.IT – Cardinale Bagnasco: “Lo Stato non deve rubare la dignità delle persone”

Il Cardinale Angelo Bagnasco, per molti vaticanisti, colui che all’interno della Chiesa più di ogni altro sta accogliendo nei fatti e nelle azioni le indicazioni di Papa Francesco, ieri nel corso della manifestazione “Dieci piazza per 10 Comandamenti”, che ha fatto tappa a Genova ieri, ha commentato così il comandamento “Non rubare”. “Siamo ladri di noi stessi quando togliamo agli altri la stima e il buon nome spargendo il sospetto e il fango. Quanto fango, quanto sospetto, quante calunnie, denigrazioni si spargono oggi nel nostro mondo, su tutto e su tutti. E’ un gravissimo rubare”.

Un’interpretazione eterodossa di un comandamente che invece ha a che fare principalmente con le cose. Una interpretazione che ha anche a che fare con le cose che si dicono, e non solo quelle che si fanno.

Ma la conclusione è stata ancora più incisiva: “Stato e società hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia, garantendo a ciascuno la possibilita’ di vivere con responsabilita’ e dignita”.

“Una societa’ ed uno Stato insolventi vanno contro il settimo comandamento, contro la dignita’ di ogni persona umana”, ha aggiunto il cardinale. ”Come e’ possibile quando ci si dedica singolarmente, per

gruppi, per lobby o altro, ad attivita’ speculative, all’usura, allo sfruttamento di questo splendido universo essere giusti e vivere il valore del settimo comandamento che ci dice non rubare, rispetta la dignita’ di ogni persona?”.

Per il cardinale “la dignita’e’ il bene piu’ prezioso insieme alla casa, al lavoro, alla proprieta’, ma questi valgono poco se non c’e’ la dignita’. Ma anche lo spreco e’ furto”.

BRESCIA OGGI – “La società e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia”

«La società e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia, garantendo a ciascuno la possibilità di vivere con responsabilità e dignità». Lo ha detto ieri il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: «Una società ed uno Stato insolventi vanno contro la dignità di ogni persona umana».

IL GIORNALE DI VICENZA - “La società e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia”

«La società e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia, garantendo a ciascuno la possibilità di vivere con responsabilità e dignità». Lo ha detto ieri il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: «Una società ed uno Stato insolventi vanno contro la dignità di ogni persona umana».

L’ARENA - “La società e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia”

«La società e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia, garantendo a ciascuno la possibilità di vivere con responsabilità e dignità». Lo ha detto ieri il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: «Una società ed uno Stato insolventi vanno contro la dignità di ogni persona umana».

TG1 – Servizio tg

TG2 – Servizio tg

TGR LIGURIA – Servizio tg

RADIO VATICANA – Intervista radiofonica al presidente Martinez in “Non un giorno qualsiasi”

IL CITTADINO – 7° Non rubare

24 giugno 2013

ALETEIA – Da oggi Sid ci farà i conti in tasca…

Da oggi Sid (Sistema per l’interscambio dei dati) ci farà i conti in tasca. Dal 24 giugno, “banche, Sgr, Sim, assicurazioni e fiduciarie potranno cominciare a trasmettere all'Erario i dati relativi ai rapporti finanziari dei clienti”. L’Agenzia dell’Entrate, senza dover fare una richiesta ad hoc per ottenerli, avrà così a disposizione i numeri delle movimentazioni finanziarie – depositi, prelievi, pagamenti, investimenti, assegni, prestiti e così via – di tutti i contribuenti italiani.



Scopo del “gioco” verificare evidenti incongruenze tra movimentazioni in entrata e in uscita e ottenere conferme o individuare nuovi “soggetti a rischio” di evasione o elusione fiscale su cui poi attivare eventualmente una verifica più approfondita. Si comincia con “le informazioni relative alle diverse tipologie di rapporti attivi nel 2011” e, come ha spiegato recentemente il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, il sistema andrà a regime con i “dati relativi al 2013” la cui scadenza “è il 20 aprile 2014” (Il Sole 24 Ore, 21 giugno).

Il nuovo sistema, che per alcuni commentatori pone fine al segreto bancario, è figlio del cosiddetto decreto “SalvaItalia” del governo Monti e di una serie di provvedimenti successivi, incluso uno recente (31 gennaio) del Garante della privacy che è intervenuto in particolare per suggerire le modalità di cifratura dei dati e il metodo di trasmissione degli stessi, che avverrà su una linea dedicata e direttamente dai sistemi degli istituti finanziari a quelli dell’Erario.

Questa novità va anche contestualizzata in una situazione precisa, e non solo italiana. Pochi giorni fa “il vertice del G8 ha concordato di intensificare la lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio, restringendo le regole che oggi ancora consentono di nascondere non meno di 20 mila miliardi di dollari nei "paradisi tributari" (i taxheavens) di mezzo mondo”. Nel frattempo infatti “la Corte dei Conti ha confermato la duplice intollerabile realtà di una pressione fiscale effettiva arrivata al 53% del reddito e di un’area di imposizione occultata, limitandoci soltanto a Imu e Iva, di almeno 50 miliardi di euro”. L’Italia insomma continua ad essere il Paese in cui non vengono emessi “scontrini e ricevute in un caso su tre”, e quello di “frodi e truffe a migliaia” e di “5 miliardi e mezzo di introiti trasferiti all’estero con i più disparati escamotage”. D’altra parte, la grave urgenza etica e di sostenibilità finanziaria che ciascuno paghi il dovuto perché la comunità in cui vivono tutti funzioni al meglio, non può attenuare la cautela e una certa preoccupazione sul rispetto della libertà individuale. Perché “la rinuncia alla tutela di dati altamente sensibili” che dicono tanto di ciascuno di noi “può infatti essere giustificata solo in nome di un bene maggiore, come il perseguimento della giustizia” (Avvenire, 24 giugno).

Questo equilibrio è chiaro anche per la Dottrina sociale della Chiesa, per la quale “la proprietà privata e le altre forme di possesso privato dei beni assicurano ad ognuno lo spazio effettivamente necessario per l'autonomia personale e familiare, e devono essere considerati come un prolungamento della libertà umana” (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 176); d’altra parte, dobbiamo sempre ricordare che la proprietà privata “è, nella sua essenza, solo uno strumento per il rispetto del principio della destinazione universale dei beni, e quindi, in ultima analisi, non un fine ma un mezzo” (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 177).

Sul rapporto col fisco, la Cei si è pronunciata più volte nell’ultimo anno in maniera chiara. Di recente a Genova, alla presentazione della tappa genovese dell'iniziativa “10 Piazze per 10 Comandamenti”, il card. Bagnasco a proposito del comandamento “non rubare” e dell’evasione fiscale ha invocato un principio morale prima che giuridico per cui “non aspettiamo la legge, ascoltiamo la nostra coscienza” ricordando che “basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe debito pubblico in Italia” (Vatican Insider, 18 giugno). Intanto nel web, già spuntano guide e vademecum su come proteggere i conti dall’occhio del fisco. Siamo fatti così

30 giugno 2013

IL CITTADINO – “Non rubare” affinché non venga offesa la dignità della persona