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Nell’Anno della Fede e all’indomani del Sinodo speciale dedicato alla “Nuova Evangelizzazione” la rilettura del Decalogo rappresenta un gesto profetico, in un tempo in cui il la fede sembra oscurata dalla presunzione umana di considerare Dio lontano, assente.

Il Decalogo verrà riproposto oltre il puro significato letterale dei testi, così da avvicinarlo agli uomini del nostro tempo, ai loro problemi e alle loro legittime attese. La nostra umanità, che sembra mancare di un “principio spirituale unificatore” dell’esistente, di regole oggettive, di ideali e di valori universalmente accolti e onorati, reclama che si dia nuova cittadinanza alla legge dell’amore, che in sé riassume il Decalogo. Così è possibile “rifondare l’umano”, offrire agli uomini la possibilità di vivere una vita buona, piena, felice.

I Dieci Comandamenti sono i migliori “districatori di modernità” possibili; in qualunque epoca e latitudine ricordano all’uomo chi è e cosa è bene che sia, perché conosca il suo cammino e non rimanga estraneo al suo stesso destino.

In Piazza, dunque, non per “protestare”, ma per “proporre” stili di vita nuova, piattaforme comuni di socialità che trovano nei Dieci Comandamenti un puntuale e illuminante rimando.

In Piazza per vivere un evento di popolo di alto spessore ideale, morale, spirituale, mai realizzato in precedenza; una grande occasione d’incontro e d’identificazione per i credenti, ma anche un sano segno di provocazione al “bene comune”, nel tempo della crisi, per coloro che non credono.

In un’unità ideale, che legherà una Piazza ad un’altra, abbracciando l’Italia intera, l’attualità del Decalogosi estrinsecherà in una riflessione vitale e creativa.