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Testimonianza di Antonella

Mi chiamo Antonella, ho 44 anni, sono sposata con Graziano e ho 3 figli. La mia è una storia di conversione a Dio. Ero un’atea, convinta fino all’età di 25 anni, cresciuta in una famiglia non credente e non praticante, dove tutto ruotava solo intorno al lavoro.
I miei familiari avevano una pessima opinione della Chiesa; mi era stata inculcata l’idea che fosse un’associazione di furbi per guadagnare soldi.
Un mio zio, che amavo tantissimo, mi affascinava con il suo modo di vivere da ateo e da anarchico. Persino l’insegnante di religione nelle scuole contribuiva ad alimentare la mia convinzione, sempre più grande, che Dio non esistesse e che la religione riguardasse la gente credulona.
Così, in preda ad una rigorosa lettura razionalistica dell’esistenza umana, passavo il tempo a negare l’esistenza di Dio e, allo stesso modo, qualsiasi cosa che non fosse spiegabile scientificamente. E se Dio non esisteva, per me dopo la morte non c’era nulla, anzi c’era “il nulla”. Ma tutto questo non dava senso alla mia vita, né alcuna gioia. Non trovare un senso, una ragione al vivere mi portava a non essere felice, ad essere sempre triste, arrabbiata, sempre in lite con qualcuno per discutere, per confutare, per negare. E in me era una terribile paura della morte. Il pensiero che dopo la morte sarebbe stato il nulla!
“Antonella – mi disse mio zio prima di morire – ricordati che la cosa più brutta che possa capitare ad un uomo è quella di nascere!”. Un pensiero che divenne una promessa tanto forte in me da farmi decidere che non avrei mai voluto avere dei figli!
Quel giorno la morte portò via l’unica persona della mia famiglia, patriarcale e maschilista, che non considerava inutili le donne. Ero il bersaglio preferito di mio nonno paterno, che mi ricordava quotidianamente quanto io non valessi nulla in quanto femmina. Giorno dopo giorno cresceva in me un odio sempre più grande, per tutti e per me stessa, per la mia vita che non volevo più vivere e per la morte che temevo.
Accadde poi che alla mia mamma venisse diagnosticato un tumore al seno. Una sua cara amica che era già stata operata per lo stesso motivo, mentre la consigliava a quale oncologo affidarsi, la invitava prima di tutto ad iniziare un cammino di fede in un gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo che aveva incontrato.
Mia mamma mi chiese di accompagnarla nella chiesa dove si riuniva quel gruppo; per amore verso di lei accettai, semplicemente per non lasciarla sola in quel particolare momento di smarrimento.
Quella sera venni accolta come mai mi era successo prima, sentendomi davvero la benvenuta in mezzo a persone per me estranee. Tra canti e preghiere di lode, venne proclamato un verso della Sacra Scrittura che diceva: “Mio figlio sei tu, oggi Io ti ho rigenerato”. Sentii per me quella parola del Signore: “Mia figlia sei tu, Io oggi ti ho rigenerato”. Scendeva in me, d’improvviso e inspiegabile, una pace profonda, una sensazione d’amore mai prima avvertita.
Mi accorgevo che quel Dio sconosciuto e osteggiato mi stava parlando, si presentava a me come Padre e si rivelava a me come amore. Capivo, in un istante, che da quell’amore io stavo fuggendo e che quell’amore che le persone che mi stavano intorno esperimentavano, era anche per me. Da quel giorno del gennaio 1994 è iniziato il mio cammino di conversione a Gesù nel Rinnovamento nello Spirito, condiviso insieme a tanti fratelli e sorelle.
Dopo ulteriori accertamenti clinici i medici dissero alla mia mamma che si erano sbagliati. Non si trattava di un tumore, ma di una ciste, grande ma benigna. Dio si era servito di una diagnosi sbagliata per farmi entrare in una Chiesa e farmi riscoprire la gioia e la gioia di essere amata.
L’incontro con Gesù, una persona viva e vera, mi ha liberata da tante schiavitù e ha schiuso la mia vita: subito dopo la conversione, infatti, ho desiderato con tutto il cuore di ricevere il dono dei figli e Dio mi ha talmente ascoltato che in un anno ho partorito 2 volte!
Oggi il mio ateismo ha lasciato il posto all’adorazione di Dio, perché capisco che se il mio cuore non è occupato da Lui, allora altri idoli si faranno avanti. Ho imparato la forza travolgente dell’Adorazione Eucaristica nella lotta all’idolatria! Non inizio mai un nuovo giorno senza adorare Dio, senza entrare alla Sua presenza, senza stare e restare dinanzi a Lui, perché da Lui io traggo esistenza e vita; in Lui trovo senso e risposta.
L’adorazione mi libera dal ripiegarmi su me stessa, dal fare di me stessa, del mio orgoglio, della mia superbia, un idolo. Di tutto questo ho fatto la ragione prima della mia vita, così che non mi stanco di di fare conoscere che Lui è amore, che io sono amata, che ogni uomo è qualcuno da amare. Alleluja!