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DICHIARAZIONE FINALE - TORINO 05.10.2013

 

Dagli Scritti di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, di San Giovanni Bosco,
di San Luigi Orione, del Beato Piergiorgio Frassati

 

“Non avrai altro Dio all’infuori di me”.

Noi riconosciamo che Dio è amore e che tutto viene dalla mano di Dio, sia il tanto, che il non tanto. L’amore a Dio porta all’amore alla vita e l’amore alla vita porta all’amore di Dio. Dobbiamo ardere di un amore grande di Dio e del prossimo. Dobbiamo fare sì che il comandamento dell’amore sia in noi: facciamolo affogare nel nostro cuore, facciamolo ardere nel nostro petto.

“Non avrai altro Dio all’infuori di me”.

Come la candela è ardente, manda luce, è calda, così deve essere la nostra vita: non tiepida, non smorta, ma calda. La carità ama, la carità trascina, la carità muove. Occorre essere impastati della carità mediante una vita spirituale autentica ed esercitare la carità con entusiasmo.

“Non avrai altro Dio all’infuori di me”.

Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, non è vivere ma vivacchiare. Questa vita è breve; soltanto dopo viene la vera vita, nella quale trionferà la giustizia. La vera felicità non consiste nei piaceri del mondo e nelle cose terrene, ma nella pace della nostra coscienza.

“Non avrai altro Dio all’infuori di me”.

Il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l’ingratitudine, ma c’è Dio che ci difende e ci dà forza. L’avvenire è nelle mani di Dio e meglio di così non potrebbe andare. Noi siamo in Lui ed è impossibile che ci dimentichi. Quando Dio è con noi, non si deve avere paura di nulla e di nessuno.

“Non avrai altro Dio all’infuori di me”.

Cominciamo, allora, anche in mezzo alle difficoltà, certi che con l’aiuto di Dio supereremo tutto. Non lasciamoci andare all’impazienza e serviamo volentieri il Signore, con santa allegria. Facciamo noi quello che possiamo e il Dio della misericordia aggiungerà ciò che manca. Dio non si lascia vincere in generosità. Tutto passa: ciò che non è eterno è niente!