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Dalla “Epistola 104”
di Lucio Anneo Seneca

Oh, quanto gioverebbe a certe persone
se potessero allontanarsi da sé!
In realtà sono oppresse da se stesse...

Che giova attraversare i mari e andare di città in città?
Se vuoi sfuggire ai mali che ti assillano,
non devi andare in un altro luogo;
devi essere un altro uomo...

Se per te il denaro è un bene,
sarai torturato dalla povertà maggiore di tutte,
la povertà immaginaria.
Infatti, per quanto denaro tu abbia,
se qualcuno possiede più di te,
crederai che sia stato tolto a te tutto quello che l’altro ha in più.

Se per te è un bene far carriera,
l’elezione al consolato di quello
o la rielezione di quell'altro ti farà male...

Che vantaggio possono dare i viaggi?
Non costituiscono un freno alla brama dei piaceri,
non reprimono l’ira,
non smorzano gli indomabili impulsi dell’amore
e non guariscono nessuna malattia dell'anima...

Finché ignorerai quello che devi schivare o cercare,
quello che è necessario o superfluo,
quello che è giusto o ingiusto,
quello che è onesto o disonesto,
il tuo non sarà un viaggio,
ma un vagabondaggio.