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Dieci Piazze per Dieci Comandamenti. “Quando l’Amore dà senso alla Tua vita…”

 

Intervento del Presidente del Rinnovamento nello Spirito

Dott. Salvatore Martinez

 

Torino, Conferenza Stampa di presentazione, 1 ottobre 2013

 

Dieci Piazze per Dieci Comandamenti. “Quando l’Amore dà senso alla Tua vita…”

 

 

Dopo Roma, Napoli e Verona (8 – 15 settembre dello scorso anno), il progetto Dieci Piazze per Dieci Comandamenti è ripartito da Piazza del Duomo a Milano l’8 giugno 2013, con il III Comandamento: “Ricordati di santificare le feste”, con un grande successo di pubblico (oltre 10.000 persone) e un boom di ascolti televisivi per TV2000 che ne ha trasmesso la diretta.

 

Il Progetto Dieci Piazze per Dieci Comandamenti. “Quando l’Amore dà senso alla Tua vita…” è promosso dal Rinnovamento nello Spirito (RnS) in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e sotto l’egida della Conferenza Episcopale Italiana.

 

Ancora a Bari, il 15 giugno, l’evento ha portato migliaia di persone in Piazza della Libertà intorno al VI Comandamento: “Non commettere atti impuri”.

 

A Genova, sabato 22 giugno, alla presenza del card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI e arcivescovo di Genova, nella suggestiva atmosfera di piazza Matteotti, si è proposta la rilettura di un altro Comandamento “scomodo”, il VII “Non rubare”.

 

Nell’ultimo sabato di giugno, prima della pausa estiva, l’iniziativa ha fatto tappa a Cagliari presso l’Arena Grandi Eventi del Lungomare Sant’Elia, con una serata dedicata al X Comandamento “Non desiderare la roba d’altri”.

 

Sabato 21 settembre, a Palermo, in Piazza Politeama-Castelnuovo, è stata la ripresa dell’ultimo tratto del cammino del Progetto, dopo la pausa estiva, con il V Comandamento: “Non uccidere”. Comandamento di straordinaria contingenza temporale e geografica: dalla memoria dei morti legati alla criminalità organizzata al rischio di una guerra mondiale in Siria. È stata una straordinaria occasione per ribadire un “no” deciso allo spirito di morte che si accanisce sulla dignità della vita umana, dal concepimento (aborto) al compimento (eutanasia), oltre che un “sì” alla difesa della vita in tutte le sue articolazioni sociali ed economiche, perché non sia “uccisa” la speranza legittima di ogni uomo ad una vita buona, giusta, piena.

 

E in ultimo sabato 28 settembre u.s. Dieci Piazze per Dieci Comandamenti si è spostato a Bologna, in piazza Maggiore, con il IX Comandamento “Non desiderare la donna d’altri”, per affrontare, oltre il tema della fedeltà coniugale, la “questione della donna”, della sua dignità, della sua soggettività sociale. Pertanto, al centro della serata sono stati anche i temi del femminicidio, dei delitti passionali, della violenza domestica, della discriminazione del “femminile”.

Dieci Piazze per Dieci Comandamenti è un evento di popolo di alto spessore ideale, morale, spirituale mai realizzato in precedenza. Una corale partecipazione istituzionale, in cui Chiesa, Stato e Società civile cercano di dialogare insieme, pubblicamente, nelle Piazze simbolo della nostra storia italiana. Arcivescovi e Sindaci, giornalisti e filosofi, economisti e letterati, poeti e musicisti, scienziati e sportivi saranno protagonisti di una singolare, creativa, positiva e propositiva rilettura del Decalogo.

 

Anche Papa Francesco, come già il suo predecessore Benedetto XVI, partecipa all’Iniziativa con uno speciale Video messaggio d’indirizzo, registrato ad hoc, sul tema generale del Progetto: “Quando l’Amore dà senso alla Tua vita…”

 

Il RnS ha inteso riproporre i Dieci Comandamenti oltre il puro significato letterale dei testi, così da riavvicinarli agli uomini del nostro tempo, in special modo alle nuove generazioni, ai loro problemi e alle loro legittime attese.

 

Sabato 5 ottobre 2013 10 Piazze per 10 Comandamenti approda a Torino in piazza Vittorio Veneto. A tema, la seconda parte del I Comandamento: “Non avrai altro Dio all’infuori di me”. Un comandamento che potrebbe racchiudere in se stesso tutti gli altri, dal momento che la sua violazione inficia la tenuta di tutti gli altri comandamenti. In molti modi, infatti, l’uomo cerca di liberarsi di Dio, di sostituirsi a Dio, spesso senza rinunciare al desiderio di assoluto, così che superstizione, surrogati di spiritualità, idolatrie umane finiscono con il prendere il posto di Dio, disumanizzando l’uomo e rendendo la società pagana e politeistica più che atea. Nel corso della serata, pertanto, saranno affrontate le idolatrie vecchie e nuove che attentano alla dignità dell’uomo, sotto le tre grandi categorie del “piacere, del potere, dell’avere”. Al contempo saranno mostrati modelli virtuosi di “adorazione”, cioè di riconoscimento dell’unicità di Dio e del suo primato d’amore su ogni uomo, credente e non credente.

Dunque, ci portiamo a Torino, non per “protestare”, ma per “proporre” stili di vita antichi e sempre nuovi, piattaforme valoriali comuni, buone prassi di socialità e di cittadinanza che ancora oggi promanano dai Dieci Comandamenti. Non sfuggirà, infatti, che molti di questi Comandamenti, se non osservati, non sono solo “peccati” che violano la legge di Dio, ma “reati” che violano le leggi dello Stato e denigrano, sviliscono la dignità integrale e trascendente dell’uomo.

 

Per quanti vivono nel disorientamento e nel disordine, per le nostre comunità spesso dimentiche delle memorie e delle tradizioni che ne hanno segnato bellezza e grandezza, i Dieci Comandamenti possono rappresentare come un nuovo “sistema segnaletico”, un nuovo indicatore di progresso, per un progresso veramente umano.

 

In fondo, ben lo sappiamo, i Dieci Comandamenti hanno segnato il cammino umano, spirituale, economico, politico di generazioni, popoli e nazioni di ogni razza, cultura e tradizione, per secoli e secoli.

 

I Dieci Comandamenti sono precetti comuni alle tre religioni monoteiste e non solo. Sono il fondamento di tutte le costituzioni e di tutti gli ordinamenti statali democratici del mondo. Sono una sorta di “codice etico” per la cultura d’Occidente e d’Oriente, di certo il portato di massima civiltà e di umanizzazione esperimentato dagli uomini.

 

Noi riteniamo che i Dieci Comandamenti siano, ancora oggi, i migliori districatori di senso nei labirinti confusi e contraddittori della nostra modernità, un tempo in cui il progressivo esilio di Dio e delle sue leggi dalla storia stanno rendendo la nostra umanità sempre più fragile.

 

I Dieci Comandamenti, in fondo, sono come uno specchio in cui è possibile vedere riflessa la nostra immagine umana, vedere cioè la nostra libertà di uomini, la verità del nostro essere uomini e del nostro essere in relazione con Dio, con chi è nostro prossimo, con il creato.

 

La nostra umanità sembra mancare di un “principio spirituale unificatore” dell’esistente, di regole oggettive per dare nuova cittadinanza alla legge dell’amore, che è legge di prossimità creativa e benefica. Si tratta per noi, dunque, di “rifecondare l’umano”, di offrire agli uomini la possibilità di vivere una vita buona, piena, ricca di significati e di ideali alti e nobili.

La nostra speranza è che una nuova formulazione dei Dieci comandamenti possa ricondurli a un livello più personale di comprensione e di attuazione; così che ognuno possa percepirli come esigenze spontaneamente emergenti dal proprio animo umano, in ordine al desiderio di una vita dignitosa e serena, piuttosto che come regole imposte dall’esterno, sia pure da un Dio alleato dell’uomo e del suo futuro di giustizia e di pace.

 

Haim Baharier, un celebre pensatore ebraico, ha affermato che “leggere il Decalogo come una lapide di imperativi è l’errore di chi teme di cimentarsi con il pensiero, di chi col pensiero ha paura di scottarsi”.

 

In tal senso, il Papa emerito Benedetto XVI, nel suo Video messaggio registrato ad hoc a sostegno del Progetto Dieci Piazze per Dieci Comandamenti e trasmesso a Roma, Napoli e Verona, affermava: “Quando nella sua esistenza l’uomo ignora i Comandamenti, non solo si aliena da Dio e abbandona l’alleanza con Lui, ma si allontana anche dalla vita e dalla felicità duratura. L’uomo lasciato a se stesso, indifferente verso Dio, fiero della propria autonomia assoluta, finisce per seguire gli idoli dell’egoismo, del potere, del dominio, inquinando i rapporti con se stesso e con gli altri e percorrendo sentieri non di vita, ma di morte”.

 

E aggiungeva: “Gesù viene a dare compimento ai Dieci Comandamenti, innalzandoli e riassumendoli nel duplice comandamento dell’amore: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente… Amerai il prossimo tuo come te stesso» (cfr Mt 22,37-40)”.

 

Il cristianesimo, in Gesù Cristo, ha portato a pienezza, a perfezionamento la via dell’amore per Dio e per gli uomini. Ha dilatato il comandamento dell’amore sino all’estremo dei nemici e dei persecutori, sino alla santità e al martirio. Ha fatto dell’amore un “sì” pieno, un “sì” che vince ogni “no” alla vita, ogni “no” ad un amore che si fa misericordia e giustizia, compassione e promozione umana, difesa degli ultimi, dei piccoli, dei poveri.

 

Urge ritrovare questa nuova sintassi dell’amore. Urge ritrovare un linguaggio più profondo che dia voce all’interiorità, al cuore, allo spirito umano. Urge ridare al nostro Paese la vera chiave interpretativa delle tante crisi vigenti: la crisi è spirituale e attanaglia il cuore dell’uomo rendendolo indifferente verso Dio, fiero della propria autonomia assoluta fino all’egolatria, cioè l’idolatria di se stesso, sempre più schiavo degli idoli del piacere, del potere, dell’avere. Urge vincere una falsa idea di laicità che vorrebbe che si desse a Cesare quel che è di Dio e a Dio solo disprezzo. Urge stare insieme, con più fiducia, e insieme ridare cittadinanza all’amore, facendo dei Dieci Comandamenti “dieci vie d’amore”.

 

È soprattutto questo il pensiero di Papa Francesco, così come si evince dal Video messaggio che il Santo Padre, dopo Benedetto XVI, ha voluto realizzare per accompagnare il nostro Progetto, di città in città, esplicando con grande efficacia il tema generale del progetto - “Quando l’Amore dà senso alla Tua vita…” .

 

Lo speciale video messaggio di Papa Francesco, il primo del suo Pontificato che ha voluto legare a questa Iniziativa, è stato trasmesso a Milano, Bari, Genova, Cagliari, Palermo e Bologna e sarà replicato anche a Torino e la domenica successiva nella piazza di Firenze.

 

Il Santo Padre afferma: “I Dieci Comandamenti sono un dono di Dio. La parola «comandamento» non è di moda; all'uomo d'oggi richiama qualcosa di negativo, la volontà di qualcuno che impone limiti, che mette ostacoli alla vita. I Dieci Comandamenti vengono da un Dio che ci ha creati per amore, da un Dio che ha stretto un'alleanza con l'umanità, un Dio che vuole solo il bene dell'uomo. Diamo fiducia a Dio! Fidiamoci di Lui! I Dieci Comandamenti ci indicano una strada da percorrere… Lasciamoci guidare da queste Dieci Parole che illuminano e orientano chi cerca pace, giustizia e dignità. I Dieci Comandamenti indicano una strada di libertà”.

Percorriamo insieme, allora, questa “strada di libertà” che passa da Torino e che da Torino intende parlare a tutto il Paese e annunciare con forza, con gioia, una novità di bene.