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Fermate le maldicenze!
La storia del Vescovo Paolo Hnilica

Un villaggio, presso Bzovik, Slovacchia, durante un’estate torrida. Il piccolo Palko non crede ai suoi occhi! Sta tornando dalle praterie dove ha badato al gregge con suo fratello Jozko quando scorge da lontano un immenso braciere. Il fuoco ha incendiato il suo villaggio! Le case bruciano come paglia, una dopo l'altra... perfino la sua casa è in fiamme!
Il piccolo non ha che 6 anni ma capisce la situazione in un baleno: non c'è già da mangiare tutti i giorni anche se si lavora duramente nei campi, ci mancava anche questo incendio...
“Oh, Gesù aiutaci! Che cosa succederà?”
Il cuore di Palko sanguina e prega. Non ha però previsto il peggio del peggio. L’incendio non è dovuto al caso ma alla malizia di alcuni bambini, che hanno giocato con il fuoco presso la casa di Palko. Il padre di questi bambini lo sa e, preso dal panico davanti all’enormità del disastro, afferma ai quattro venti che conosce il "criminale", cioè il piccolo Palko.
Questa calunnia avrebbe potuto essere distrutta sul nascere se fosse stata condotta seriamente una semplice inchiesta, ma non se ne è fatto niente. La fragile voce di questo minuscolo pastore è stata presto messa a tacere dalle grosse voci degli adulti e non si è tenuto conto del suo povero alibi.
Come un solo uomo, gli abitanti del villaggio si sono affrettati a propagare la notizia, senza che la preoccupazione di verificarla li sfiorasse minimamente. Era appena incominciato un lungo calvario che sarebbe durato 7 anni.
La madre del piccolo Palko sapeva che suo figlio era innocente. Anni dopo, prima di morire, gli ricorderà l’osservazione che lui aveva fatto quando la sua famiglia era stata messa al bando dal villaggio, mostrata a dito e distrutta dal dolore: “Anche se la gente crede che io abbia fatto questo ed è arrabbiata con me, Gesù non è in collera con me perché Lui sa bene che non sono stato io... vero mamma?”
Questa donna molto pia ha sofferto infinitamente di più per l’ingiusta persecuzione subita dai suoi, che per la perdita di tutti i beni.
Ma un giorno, il curato del villaggio viene chiamato in una capanna. Un padre di famiglia sta morendo, tormentato atrocemente nella sua coscienza. Confessa dunque un vecchio peccato, un ascesso purulento, conficcato da lungo tempo nel suo cuore e che aveva, giorno dopo giorno, rovinato la sua pace.
Il prete si affretta a dargli l’assoluzione e a ristabilire in quel modo lo stato di grazia di questo povero fra i più poveri, troppo a lungo privato dell’essenziale vitale, la pace, a causa della sua vigliaccheria...
Il prete, però, resta incerto: il male, infatti, continuerà la sua distruzione se non si farà luce su quell'episodio. “Gesù ti ha perdonato tutto, ma ora devi dire pubblicamente quello che hai confessato, perché un innocente è stato accusato e tutta la famiglia ne soffre tremendamente. Ti servirà di penitenza”.
L’uomo, allora, riunisce il villaggio e confessa la sua falsa testimonianza, la sua vigliaccheria. "Confesso che gli autori dell’incendio siamo noi, sono i miei figli... Io ho inventato tutto... Il piccolo Palko è innocente..."
Ognuno riparte pensoso, in lacrime, mentre l’uomo rende l’anima a Dio, rivestita dello splendido mantello dell’infinita misericordia.
Questo episodio è avvenuto nel 1927-1934. Il piccolo Palko, futuro Vescovo Paolo Hnilica, continua ancora oggi a pascere le sue pecore, ma le sue praterie slovacche si sono molto estese: ora cerca anime per mettervi il fuoco dello Spirito!