Torna alla pagina precedente...

“Qualche parola intorno alla menzogna”
Dal “Diario di uno scrittore”

di Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Lo so che assai sovente il bugiardo mentisce senza accorgersene, sicché può essere benissimo che uno non se ne sia accorto per nulla.

Perché capita così: se appena uno dice una menzogna e gli va bene, ci prende tanto gusto da aggiungere anche quella storiella al numero dei fatti incontestabili della propria vita. E agisce in buona fede, perché ci crede pienamente anche lui; e a volte sarebbe strano non crederci…

Eppure questo mentire, nonostante tutta la sua innocenza… rivela in primo luogo che abbiamo paura della verità; cioè, magari non ne abbiamo paura, se volete, ma consideriamo sempre la verità come qualcosa che per noi è troppo noioso e prosaico, insufficientemente poetico, troppo comune. Con ciò stesso, evitando la verità continuamente, abbiamo finito con il renderla una delle cose più straordinarie e più rare del nostro mondo.

Da noi è interamente caduto in oblio l’assioma che la verità è la cosa più poetica che ci sia al mondo, specialmente nel suo stato più puro; anzi che è anche più fantastica di tutto ciò che potrebbe immaginare con le sue bugie l’abitudinario cervello umano…

Infatti, gli uomini hanno finito col far sì che tutto ciò che il cervello umano escogita, mentendo in lungo e in largo, sia ormai per loro assai più comprensibile della verità; e questo avviene di continuo, in tutto il mondo.

La verità sta sotto gli occhi della gente per cento anni di fila, e nessuno se ne impadronisce.