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MANIFESTO FINALE
del Progetto 10 PIAZZE PER 10 COMANDAMENTI


Questo Manifesto finale del Progetto "10 Piazze per 10 Comandamenti" che consegniamo al nostro Paese, trae origine dalle domande e dalle attese di tanta gen-te che abbiamo incontrato nel nostro cammino, di città in città, lungo un tempo di 13 mesi.

Abbiamo voluto dare voce a migliaia di uomini e donne, noti e meno noti, che con noi hanno creduto, sperato e amato, piazza dopo piazza, comandamento dopo comandamento, e che con noi vogliono fecondare questo tempo di crisi dell’umano con una rinnovata vita spirituale e con un rinnovato idealismo cristia-no.

Il Rinnovamento nello Spirito Santo non interrompe qui il suo cammino. Vor-remo che altri proseguissero nel nostro impegno, con noi o senza di noi. Voglia lo Spirito di Dio suscitare ancora profeti di un tempo nuovo, testimoni di una nuova umanità, di una nuova fraternità umana ispirate alle leggi d’amore di Dio.

E davvero… l’Amore dia senso alla nostra vita!

I COMANDAMENTO

"Io sono il Signore Dio tuo"

Accogliendo questo comandamento, noi rinnoviamo la nostra fede in Dio che è Pa-dre, venuto a noi nel Figlio Gesù, vivente in noi mediante lo Spirito Santo. Noi cre-diamo che il nome di Dio è amore; che in Lui è la vera vita sulla terra e sarà anche la nostra vita eterna in cielo.

A tutti i credenti

Facciamo appello a tutti i credenti, perché insieme alla tutela dei diritti dell’uomo si procurino prima, sempre e in ogni luogo di custodire e far rispettare i diritti di Dio, Crea-tore dell’uomo, Signore della storia, Misericordia infinita. Sia fatto conoscere che ogni amo-re, per il prossimo e per se stessi, discende dall’Amore di Dio.

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"Non avrai altro Dio all’infuori di me"

Accogliendo questo comandamento, noi rinunciamo ad ogni forma di idolatria, alla tentazione di sfidare Dio e di offuscarne bellezza e bontà. Non vogliamo fabbricare dei a nostra immagine e somiglianza, dei che non possono salvare e che immiseri-scono l’uomo.

Appello agli operatori del mondo della cultura e dell’educazione, del mondo del-la tecnica e della scienza

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo della cultura e dell’educazione, del mondo della tecnica e della scienza, perché il bene grande della ragione e dell’intelletto siano usati al servizio dell’uomo e non per asservirlo a ideologie e idolatrie. Chiediamo che la centralità dell’uomo nel creato e la promozione della sua dignità integrale e trascendente siano poste a base della costruzione del bene comune e del progresso umano.

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II COMANDAMENTO

"Non nominerai il nome di Dio invano"

Accogliendo questo comandamento, noi ci impegniamo a procurare a Dio, con la nostra vita, onore e non disonore, lode e non bestemmia. Il nome di Dio è salvezza, misericordia, giustizia e pace; altri nomi non gli appartengono; altri nomi sfigurano il Suo volto.

Appello ai sacerdoti

Facciamo appello a tutti i sacerdoti, perché testimonino con gioia il privilegio di essere mediatori di Dio, senza conformarsi allo spirito del mondo, confidando nella sorpren-dente assistenza dello Spirito Santo. Ad ogni uomo, specie ai più deboli e lontani da Dio, sia annunciato il Vangelo di Gesù, mostrata la Sua opera di salvezza, proposta l’esperienza del Suo amore.

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III COMANDAMENTO

"Ti ricorderai di santificare le feste"

Accogliendo questo comandamento, noi vogliamo onorare la domenica come gior-no del Signore, come tempo del riposo e come spazio di amicizia e di solidarietà. Ai nostri figli vogliamo insegnare l’amore per le sante tradizioni e alimentare in loro la memoria del passato.

Appello agli operatori del mondo del lavoro e del volontariato sociale

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo del lavoro e del volontariato sociale, perché rispettino e facciano rispettare il giorno del riposo settimanale, in primis la domenica. Chiediamo che l’uomo non sia valutato solo per la produzione di beni materiali, ma anche spirituali e relazionali, che sia difeso il diritto al lavoro, con condizioni eque e so-stenibili, e che la festa, anche per chi non crede, sia il tempo per la cura di sé, dei propri cari, di chi invoca aiuto.

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IV COMANDAMENTO

"Onorerai Tuo padre e Tua madre"

Accogliendo questo comandamento, noi ribadiamo che "padre e madre" sono un uomo e una donna che generano alla vita dei figli e con essi formano una famiglia. "Uomo e donna" diversi per natura, che nel matrimonio possono vivere l’esperienza dell’amore di Dio come dono e impegno.

Appello alle famiglie

Facciamo appello a tutte le famiglie, perché non rinuncino mai a sentirsi protago-niste in forza della loro soggettività sociale e della loro insostituibile missione educativa, contando sul mutuo sostegno e sulla ricchezza intergenerazionale. Chiediamo che le coppie facciano prevalere la riconciliazione sulla separazione, che i figli rispettino i loro genitori con uno stile di vita attento alle virtù, e che i nonni siano valorizzati per la loro esperienza e si facciano difensori dell’amore procreativo di un uomo e di una donna.

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V COMANDAMENTO

"Non ucciderai"

Accogliendo questo comandamento, noi confessiamo il nostro amore per la vita, da difendere e da alimentare sempre, vita che mai può essere mortificata o messa a morte. Ed esprimiamo il nostro orrore per i crimini contro l’uomo, per ogni forma di sopraffazione, violenza e guerra.

Appello agli operatori del mondo medico e socio-sanitario

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo medico e socio-sanitario, perché riconoscano nel sofferente e nel disabile una richiesta di vita e non di morte, un sup-plemento di compassione e di silenzio dinanzi al mistero insondabile della vita umana. Chiediamo che sia rispettata l’obiezione di coscienza, senza discriminazioni, dinanzi a prati-che mediche che provocano accanimento, manipolazione e dominio sul corso della vita, dal concepimento al compimento.

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VI COMANDAMENTO

"Non commetterai atti impuri"

Accogliendo questo comandamento, noi affermiamo il valore della purezza dell’anima e del corpo, dei pensieri e delle opere, considerando come "impure" tut-te le violazioni della dignità dell’uomo, dallo sfruttamento del corpo e ad un uso improprio della sessualità.

Appello ai giovani

Facciamo appello a tutti i giovani, perché siano difensori della bellezza dell’anima e del corpo, dell’amore non banalizzato a pratica di consumo. Chiediamo che sia promossa nei media, nelle scuole, nelle famiglie, nelle parrocchie, un’educazione alla corretta sessuali-tà e che non si abbia vergogna di indicare nella purezza una ricchezza morale, un antidoto all’involgarimento corrente dei costumi.

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VII COMANDAMENTO

"Non ruberai"

Accogliendo questo comandamento, noi crediamo che Dio è Provvidenza per tutti. A noi spetta essere generosi e non avidi, perseguire la gratuità, il non attaccamento al denaro, la donazione di sé. E non sottrarre i beni che sono di un altro, impoverire la sua dignità, rubare il suo futuro.

Appello agli operatori del mondo economico e finanziario

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo economico e finanziario, per-ché favoriscano una nuova fiducia sociale fondata su comportamenti etici, non speculativi e non volti alla ricerca del mero profitto. Chiediamo che ci sia una equa distribuzione delle ricchezze, che si freni l’insorgenza di nuove povertà e che la società civile, nei suoi corpi in-termedi, non sia privata di risorse economiche per la crescita delle comunità e lo sviluppo delle buone prassi.

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VIII COMANDAMENTO

"Non dirai falsa testimonianza contro il tuo prossimo"

Accogliendo questo comandamento, noi crediamo nel potere liberante della verità, nel primato della coscienza che reclama coerenza e trasparenza di vita. Vogliamo rifuggire dalle chiacchiere, dalle maldicenze, dalle calunnie e dalla bugie, difendendo da ogni errore la verità su Dio e sull’uomo.

Appello agli operatori del mondo del diritto e della giustizia

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo del diritto e della giustizia, perché s’impegnino a difendere la verità, sempre, senza riduzioni di senso, senza condizio-namenti ideologici o di parte. Chiediamo che sia promossa la giustizia sociale insieme a quel-la civile e penale e che la buona reputazione delle persone, la loro dignità familiare e sociale non siano mai messe a repentaglio da giudizi sommari e al fine ingiusti.

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IX COMANDAMENTO

"Non desidererai la donna del tuo prossimo"

Accogliendo questo comandamento, noi affermiamo il valore della fedeltà coniuga-le e della castità sulla bramosia del piacere. Guardando alla tipicità del "femmini-le", rifiutiamo ogni svilimento della dignità della donna, ogni forma di violenza e discriminazione che la colpiscono.

Appello agli operatori del mondo della comunicazione

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo della comunicazione, perché evitino ogni rappresentazione strumentale o distorta della realtà, in ossequio ad una ten-denza diffusa ad alimentare desideri irreali, ad una cultura dell’immagine e della simulazio-ne che mutano la verità delle cose. Chiediamo, in special modo, che la donna non sia cosifica-ta e che la sua dignità non venga immiserita.

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X COMANDAMENTO

"Non desidererai le cose del tuo prossimo"

Accogliendo questo comandamento, noi ribadiamo il bene grande della fraternità, della condivisione dei beni, del rispetto del prossimo, della compassione umana. Vogliamo rifuggire dall’invidia, dall’avarizia, dalla schiavitù del possedere le cose, specie quelle che non ci appartengono.

Appello agli operatori del mondo della pubblica amministrazione

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo della pubblica amministra-zione, perché s’impegnino a testimoniare l’onestà e il servizio alla gente come prime espres-sioni di una credibile responsabilità civile e politica. Chiediamo l’umiltà di anteporre il bene comune agli interessi personali e di considerare imprescindibile una vera libertà dal potere per custodire i beni altrui, della comunità, dello Stato.